WE OWE IT TO EACH OTHER,
TO TELL STORIES.

Neil Gaiman

CARESS THE TALES
AND THEY WILL DREAM YOU REAL.

Nightwish

STORIES AND SONGS
ARE THE LANGUAGE OF THE HEART.

Stephen Lawhead


ALL STORIES ARE TRUE.
Patrick Rothfuss

A DREAMER IS ONE WHO CAN ONLY FIND HIS WAY BY MOONLIGHT,
AND HIS PUNISHMENT IS THAT HE SEES THE DAWN
BEFORE THE REST OF THE WORLD.
Oscar Wilde

THE CORE OF ALL LIFE
IS A LIMITLESS CHEST OF TALES.

Nightwish
ALL THE TRUTH IN THE WORLD
IS HELD IN STORIES.

Patrick Rothfuss

domenica 2 maggio 2010

We'll be lost before the dawn

Domenica mattina.
Relativamente presto: sono appena appena le 7 e qualcosa.
Dalle finestre filtra una luce un po' grigiolina, spenta: non dev'essere una gran giornata di sole, quella che è appena iniziata.
La casa è silenziosa, tutti dormono ancora. Ti rigiri un paio di volte nel letto, apprezzando il contatto della guancia sul cuscino e lasciandoti coccolare dalla morbidezza del piumone sotto al mento e sopra un'orecchio.
Sosipiri e apri gli occhi. Hai avuto un'idea.

Quatta, quatta ti alzi, prendi il tuo libro e la limetta per le unghie e ti dirigi verso il bagno: è il momento di approfittare!
Mentre attraversi la camera da letto, già pregusti la sensazione della crema sulle mani, dell'olio sulla pelle del resto del corpo, della maschera ai sali del Mar Morto (che magari il Mar Morto non l'ha visto manco in cartolina, ma sulla bustina c'è scritto così e chi sei tu per rovinare la poesia del momento e convincerti che qualcuno l'abbia riempita alla spiaggia pubblica di Riccione?).
Non fai in tempo a poggiare la mano sulla maniglia della porta del bagno, che odi un bisbiglio provenire dalla camera del tuo secondogenito:

Psssst! Mamma! Sono io, tuo figlio! Ciao! Già sveglia? Dormito bene? Sai cosa mi è successo stanotte? Stavo dormendo e, chissà come, ho ribaltato il piumone! No, dico, guarda qui!! Il nano da giardino che c'è stampato sopra, adesso è a testa in giù! Ahahahah! Ah, e poi la sai un'altra cosa?

Stordita e colta di sorpresa, questo è il momento in cui ti ripigli e sollevi un dito davanti alle labbra. Tra l'altro, non indossi ancora le tue lenti a contatto e il nano da giardino per te ha l'aspetto di una enorme roba informe e monocromatica, figuraimoci se ti accorgi che è a testa in giù.

Parla sottovoce, dormono ancora tutti! Io vado in bagno, a. Uhm. A farmi una doccia, una specie. Insomma, voglio starci un po' di tempo. Ci vediamo dopo per la colazione.
E, senza dar tempo al microbo di aggiungere altro, ti fiondi in bagno e chiudi la porta a chiave.
Sei a metà della seconda mano, quando qualcuno bussa.

Ehi, mamma, mi fai entrare? Voglio raccontarti una barzelletta.
Ponderi un istante. Ritieni che assecondarlo sia la strada più breve al recupero della tua intimità e lo fai entrare.
Lesto come un'anguilla, il piccolo si appollaia sul bordo della vasca da bagno e comincia a sparare barzellette a raffica.
Finisci le unghie della seconda mano e attacchi il primo piede. Il bambino è ancora lì. Ha finito con le barzellette e ha cominciato con i rompicapo, così adesso devi anche continuare a muovere la testa per guardare la pagina di giornaletto e decidere quale pezzo dell'anfora rotta è quello giusto, confrontandone sette, dalla A alla G.
Quando hai finito anche le unghie del secondo piede, decidi che è il momento di sbattere fuori l'intruso e impiastricciarti il muso con il Mar Morto in bustina.

Richiudi la porta a chiave e decidi di spiumarti le sopracciglia, prima di applicare l'impiastro. Canticchi rilassata tra te e te, mentre senti degli inconfondibili passi scendere le scale. Anche la tua primogenita è sveglia. La senti entrare in camera del fratellino e mettersi a chiacchierare con lui. O meglio: è più probabile che sia rimasta invischiata tra una barzelletta e un indovinello.

Finita l'operazione-sopracciglia passi al pezzo forte della tua mattinata-tranquilla-in-bagno: la maschera per il viso! Ti spalmi la crema appiccicosa in faccia e ti siedi: per dieci-quindici minuti non dovrai fare altro che lasciarla agire mentre leggi qualche pagina del tuo libro.
Arrivata circa a metà tempo di attesa senti un discreto bussare alla porta. Ti convici di esserti sbagliata e lo ignori, proseguendo nella lettura. Dopo poco, il rumore si ripete, accompagnato da un:

Ehi, ti manca molto?

Tua figlia. Guardi l'orologio: le otto e cinque. Ma cosa caspita ci fanno tutti svegli la domenica amttina alle otto e cinque, porca paletta?!
Ti sforzi di mantenere un tono neutro:

Sì, mi manca molto. Ma proprio tanto, tanto.

La senti sgattiolare verso il bagno al piano terra e ti rilassi prendendo di nuovo in mano il tuo libro.
Ancora qualche minuto e sbatuffoli via la crema. Ah, che sensazione, ti senti già molto più bella!
Ancora un tocco: la cura per il contorno occhi. Visto che non ti riesce di dormire molto, fai un tentativo per rimuovere artificialmente le occhiaie.
Dopo aver applicato la cremina, ti risiedi e riapri il libro.
Declini rapidamente il tentativo di tuo figlio di intrufolarsi per l'ultimo indovinello e tieni duro fino alla fine dei dieci minuti, dopodiché sciacqui il viso e ti appresti a passare al resto del corpo.

Senti degli sbatacchiamenti provenire dal piano di sotto: figlio e figlia sono in cucina per la colazione e se la stanno servendo con poca grazia.
Speri che non rompano niente, ma ormai ti rendi conto che la magia della domenica-mattina-in-santa-pace-in-bagno si sta rapidamente sgretolando.

Decidi di prendere la scorciatoia per quanto riguarda il resto del corpo: con una manopola impregnata di olio ti frizioni ben benino dappertutto, poi vai di deodorante e dichiari conclusi i restauri.

Apri con solennità la porta del bagno e affronti la domenica-con-la-famiglia.

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