WE OWE IT TO EACH OTHER,
TO TELL STORIES.

Neil Gaiman

CARESS THE TALES
AND THEY WILL DREAM YOU REAL.

Nightwish

STORIES AND SONGS
ARE THE LANGUAGE OF THE HEART.

Stephen Lawhead


ALL STORIES ARE TRUE.
Patrick Rothfuss

A DREAMER IS ONE WHO CAN ONLY FIND HIS WAY BY MOONLIGHT,
AND HIS PUNISHMENT IS THAT HE SEES THE DAWN
BEFORE THE REST OF THE WORLD.
Oscar Wilde

THE CORE OF ALL LIFE
IS A LIMITLESS CHEST OF TALES.

Nightwish
ALL THE TRUTH IN THE WORLD
IS HELD IN STORIES.

Patrick Rothfuss

venerdì 2 ottobre 2015

We can complain because rose bushes have thorns, or rejoice because thorn bushes have roses. [Abraham Lincoln]

 
NASA's Space Launce System




Lo so che al mondo ci sono un sacco di problemi: le guerre, la fame, la sete, la povertà, lo sfruttamento dei bambini (lavoro minorile, prostituzione, bambini soldato...), la mafia, il traffico di droga - di soldi - di armi - di esseri umani, la violenza sulle donne e sui bambini, la tortura, la semplice disonestà e corruzione dei politici di tutti i Paesi, il fondamentalismo religioso, il razzismo, la discriminazione in genere, il riscaldamento globale, l'inquinamento, la deforestazione, il mercurio negli oceani, l'estinzione delle api, le coltivazioni e gli allevamenti intensivi, la Monsanto e le multinazionali...

Cosa ci salverà? Fai questa domanda a una persona religiosa, e lei alzerà gli occhi al cielo, spalancherà le braccia e si farà spuntare un sorrisetto auto-compiaciuto sulle labbra, prima di rispondere: "Dio ci salverà!". Ora non è per mancare di rispetto a Dio o alla suddetta persona, ma siccome ormai è palese che Dio sta aspettando la prossima vita per salvarci, i problemi rimangono. Anzi, a questo punto tanto varrebbe affrettare l'auto-distruzione, così almeno giungiamo tutti alla salvezza senza avvelenarci o ammazzarci a vicenda più di tanto.
Quindi, a mio parere, Dio è eventualmente la risposta se si pensa, come tanti credendi, che la nostra vita terrena non sia importante, che l'unica cosa che conta è guadagnarsi quella eterna dopo. A che scopo Dio ci avrebbe offerto la vita terrena, quindi? Solo per soffrire e comportarci bene così da meritarci il Paradiso. Mah.

Mi sono resa conto che, se leggo articoli sulle ricerche e scoperte scientifiche, se ascolto della bella musica, se assisto a bella una mostra d'arte, o se leggo di risultati sportivi eccellenti, riesco a provare dei sentimenti positivi nei confronti dell'umanità. La stessa umanità che mi disgusta e mi deprime quando la associo invece a tutte le problematiche di cui sopra.
Dedicarsi alla scienza, all'arte o allo sport in modo sano (lo so che esistono torti e cattiverie dappertutto, purtroppo) credo che elevi l'essere umano, lo valorizzi e lo tenga lontano dalle follie che hanno rovinato il mondo in cui viviamo.
Credo che preferirei incoraggiare un giovane a dedicarsi a una di queste cose, piuttosto che spingerlo a occuparsi della risoluzione dei guai del mondo.
Linciatemi pure per averlo scritto, ma in fondo non è che io mi disinteressi di quel che mi accade intorno, anzi: per me la trasgressione più folle consiste nel comprare il caffè Nespresso o una bottiglietta di Coca Cola da McDonald's.
Il punto è che se la maggior parte dei giovani si dedicasse anima e corpo a scienza-arte-sport non rimarrebbe abbastanza gente disponibile per trafficare armi, inquinare il pianeta o corrompere il presidente. E l'umanità evolverebbe davvero in qualcosa di meglio.

Recentemente, alla notizia che su Marte è stata trovata l'acqua, ci sono state vibrate proteste da parte di chi commentava: "Quanti soldi avete speso per scoprire l'acqua su Marte? Non potevate dare da bere ai Paesi assetati, invece?"
A parte che le tecniche di purificazione ed estrazione dell'acqua derivano dalla ricerca scientifica, e che se la si abolisce perché "costa troppo" si buttano via possibilità infinite di creare qualcosa che aiuti chi ha bisogno.
A parte che non è un segreto, che multinazionali come la Coca Cola non si siano fatte problemi ad assetare interi villaggi, o che la Nestlé voglia privatizzare l'acqua con la scusa di "proteggerla", ma a nessuno di questi intelligentoni che vorrebbero eliminare la ricerca spaziale viene in mente di rinunciare alle bibite o ai cereali per la colazione.

Una volta ho letto un aneddoto, che purtroppo non riesco a ricostruire con nomi e date.
Raccontava di un re che, durante una pestilenza in cui morivano a migliaia, continuava a sovvenzionare uno scienziato che "giocava" con le lenti di un telescopio. Gli furono inviate serie rimostranze: con il gran bisogno di aiuto che aveva il popolo che stava morendo di malattia, lui sprecava soldi regalandoli a un tizio che si divertiva a osservare il cielo e i pianeti. Non era un'assurdità? Mah, insomma... Considerando che grazie al "gioco" delle lenti poi è stato inventato il microscopio con cui sono state studiate le malattie e trovate cure che permettessero al popolo di vivere meglio e più a lungo, però, direi di no. No, non era un'assurdità.

E l'arte? Non so più chi ha detto (oggi non è la giornata in cui riesco a recuperare i riferimenti) che l'arte andava portata avanti anche in tempo di guerra, perché altrimenti cosa c'era da difendere, per cosa valeva la pena superare la guerra?
L'arte, intesa come bellezza (scrittura, pittura, disegno, fotografia, film, musica, scultura, giardini, moda, danza...), intesa come espressione della creatività, è una cosa che fa bene, che ha la capacità di rendere sereni, soddisfatti, che può farci sognare, che ci fa desiderare di diventare migliori, di creare qualcosa di meglio. Ce n'è per tutti. E se siamo impegnati a creare qualcosa di bello, come possiamo allo stesso tempo pensare a distruggere?

Idem per quello che riguarda lo sport: ciascuno ha dentro di sé un linguaggio positivo nel quale esprimersi: la scienza, l'arte o lo sport sono solo tre grandi categorie (e magari ce ne sono anche altre) e penso seriamente che incoraggiare sin da piccoli a esplorarle possa condurre a un mondo migliore e con meno problemi, possa insegnare a guardare lontano, a vedere e immaginare cose e possibilità sempre più ampie, e a trovare il modo per realizzarle.
Quando quest'estate vedevo le immagini mandate da Samanta Cristoforetti pensavo: "Wow, guarda cosa c'è là fuori. E noi siamo qui a guardare astiosi nel giardino/balcone del vicino, a litigare per un pezzetto di terra, a inventare frontiere invalicabili... quando di invalicabile non c'è nemmeno lo Spazio sopra le nostre teste."

Nessun commento:

Posta un commento