WE OWE IT TO EACH OTHER,
TO TELL STORIES.

Neil Gaiman

CARESS THE TALES
AND THEY WILL DREAM YOU REAL.

Nightwish

STORIES AND SONGS
ARE THE LANGUAGE OF THE HEART.

Stephen Lawhead


ALL STORIES ARE TRUE.
Patrick Rothfuss

A DREAMER IS ONE WHO CAN ONLY FIND HIS WAY BY MOONLIGHT,
AND HIS PUNISHMENT IS THAT HE SEES THE DAWN
BEFORE THE REST OF THE WORLD.
Oscar Wilde

THE CORE OF ALL LIFE
IS A LIMITLESS CHEST OF TALES.

Nightwish
ALL THE TRUTH IN THE WORLD
IS HELD IN STORIES.

Patrick Rothfuss

domenica 29 novembre 2009

Riepilogo

Eccomi qui (anf! anf!), non perderò questo appuntamento con il riepilogo delle citazioni, no no!

- Noi usiamo il sogno per predire il futuro, le stelle per tracciare la rotta, la voce dei morti per conoscere il passato... -> da "Il Circolo degli Dei Sognanti", by Jacopo Casiraghi;

- E' una favola, è solo fantasia -> dalla canzone "L'Isola che non c'è", by Edoardo Bennato;

- Marley, prima di tutto, era morto -> dal racconto "Cantico di Natale", by Charles Dickens;

- Sing for me -> dalla canzone "Phantom of the Opera", by (non mi ricordo chi ha cominciato!!);

- e bada ben che non si bagni! -> dal canto popolare "Quel mazzolin di fiori".

Ed ecco fatto, anche per questa settimana siamo a posto! Ciao a tutti! Mancano 26 giorni a Natale! DIN DON!

venerdì 27 novembre 2009

e bada ben che non si bagni

No, no. Lo so che oggi non è mercoledì.

E' solo che mercoledì non sapevo che fosse mercoledì. Cioè, credevo che fosse martedì. Ne ero totalmente convinta, non capivo come mai la gente attorno a me si comportasse come se fosse mercoledì.
Al mercoledì, per esempio, S. ha lezione a scuola a partire dalle 10.00. Non vedendola alzarsi e pensando che fosse martedì, mi sono chiesta, come mai non si alza, stamattina? Mica è mercoledì, oggi! Bah, magari ha un'ora buca.
Inoltre, al mercoledì Luca ha ginnastica, a scuola, e deve portare lo zainetto con le scarpe per la palestra e i pantaloncini. A volte si dimentica. Quella mattina mi ha chiesto, che giorno è? E io gli ho risposto, sicura di me, che era martedì, così non ha preso lo zainetto.
Arrivati nel cortile della scuola, vedo che gli altri bambini hanno lo zainetto dello sport e mi domando, ma perché lo fanno? Non lo sanno, che oggi è martedì? Scrollo la testa e mi allontano.
Finché, a metà mattina, cercando di organizzare il resto della settimana, qualcosa non torna. Arrivo al punto da dubitare di avere tra le mani un calendario del 2009. Penso che forse ne sto guardando uno vecchio.
Fnché, facendosi largo a fatica tra neuroni incartapecoriti e rigidi nelle proprie convinzioni, si insinua il Dubbio: e se avessi sbagliato io, se oggi fosse effettivamente mercoledì??
Rapidi controlli incrociati mi confermano la tremenda Verità. Era proprio mercoledì!!

giovedì 26 novembre 2009

Sing for me!




Problemi Di Libri

Ho già detto che ho dovuto lasciare a Milano un sacco di roba, per far rimanere il peso della valigia entro i 10 kg. Valigia che poi, come ricorderete, NON è stata pesata in aeroporto - poteva pesarne anche 28, di kg, per quel che ne sapeva l'addetta.

Tra le cose che non mi hanno seguito a Berlino, ci sono i libri che una mia amica voleva prestarmi. Ci scambiamo sempre libri e/o consigli di letture, anche se capita che i nostri gusti non collimino alla perfezione.
Tra i titoli che ha cercato di propinarmi la sera che ho cenato da lei, c'era Le Relazioni Pericolose, di Choderlos de Laclos.
Stamattina, pensando che per un romanzo datato 1782 i diritti d'autore sono scaduti, ho tentato di procurarmelo gratis su internet, cosa che ho già fatto in passato, scaricando Dracula, Jane Eyre, Christmas Carol, una raccolta di racconti di Lovecraft e non so cos'altro.

Impossibile. Le Relazioni Pericolose non si trova a gratis. Ho trovato un'unica possibilità: Les Liasons Dangereuses, in un pratico e leggibile (...) formato testo. In francese.
Ciò comunque mi ha dato un'idea: invece di cercarlo nella traduzione in italiano, mi sono messa in testa di trovarlo in inglese. E l'ho trovato!
O meglio.
Sono capitata su un sito che mi prometteva di lasciarmelo scaricare a gratis e di farmi scaricare taaaanti altri bei titoli sempre a costo zero, a patto che io scaricassi e installassi, gratis, Microsoft Reader.

Immaginatemi mentre ci rifletto mezzo secondo, il tempo di pensare e chi se ne importa, faccio spallucce e parto con la procedura di installazione di Microsoft Reader.
Al termine della quale torno tutta soddisfatta alla pagina da cui scaricare The Dangerous Liaisons.
Che risulta non disponibile.
E non riesco manco a trovare traccia di tutti i promessi e-book scaricabili a costo zero.

Uff.

mercoledì 25 novembre 2009

Marley, prima di tutto, era morto.

Ogni volta che resto per qualche giorno a casa di mamma e papà ne approfitto.
Ci sono tantissimi libri, là. Libri vecchi-vecchissimi, risalenti alla prima metà del secolo scorso, per lo più si tratta di letteratura per ragazzi.
Poi ci sono i libri che io e miei fratelli leggevamo da piccoli, quantomeno ci sono quelli che sono sopravvissuti. E poi libri letti a scuola (quattro ragazzi, quattro scuole, quattro raccolte ormai mescolate tra di loro).
Ancora, libri appartenuti a qualcuno di noi, impossibile spesso ricordare a chi, ma si trovano ancora nelle librerie che vanno dal pavimento al soffitto lungo un'intera parete in quella che è stata per anni la camera dei miei tre fratelli, o nelle librerie che con gli anni si sono moltiplicate: in quello che viene pomposamente chiamato studio (e che nacque come corridoio), nelle librerie che sono approdate nella camera da letto dei miei (ex-mia), sulle mensole in cucina e nel corridoio che è rimasto tale. Ecco. Libri ovunque.

Secondo voi, come posso resistere? Che si tratti di libri che ho letto anni fa e che, rivedendoli occhieggiare da un ripiano, mi ispirano nostalgia, o di libri che non ho mai letto prima, qualcosa trovo sempre.
La settimana scorsa ho approfittato di un libro che era stato recentemente regalato a mia mamma e gliel'ho letto prima che potesse metterci le mani sopra.
Si tratta di Censura, di Shahriar Mandanipour. Il sottotitolo è "una storia d'amore iraniana", anche se alla fine è talmente molto di più di una semplice storia d'amore, che trovo estremamente difficile definirlo o assegnarlo a una categoria. Viene raccontato l'Iran, con leggerezza ma senza nasconderne i lati più ostili, difficili da accettare per noi "occidentali". Eppure l'impresa di renderli comprensibili anche a noi riesce in pieno.
Credo di non aver mai letto niente di così concepito, senza mezzi termini direi che l'autore è un genio. Mi spiacerebbe rivelarvi gli espedienti di cui si è servito nel corso della narrazione, ma dubito che vi siate imbattuti in qualcosa del genere, prima.

Ho selezionato una citazione, che mi è molto piaciuta (e che non parla d'amore, perché come ho detto non si tratta solo di una storia d'amore):

"Ma pensi davvero che se gli scrittori scrivono di un lupo, quello comparirà magicamente dietro di loro?"
"Dipende. Se sanno scrivere, sì [...]."

[da: Censura, by Shariar Mandanipour, pag. 222]

martedì 24 novembre 2009

E' una favola, è solo fantasia


Di ritorno da dieci giorni intensissimi, dei quali un resoconto sarebbe - temo - ripetitivo per chi legge e tutto sommato facilmente riassumibile: mi son divertita un sacco!
Ho fatto esperienze tutte nuove, ho avuto modo di incontrare tanta gente nuova e diversa e di combattere un pochino contro la mia naturale resistenza ai "riflettori".

In pratica ho trascorso dieci giorni insieme al mio editore, che mi ha scarrozzato in giro per la Lombardia insieme ai miei libri. Il conteggio finale vede: una fiera; un tot. di scuole elementari (ho perso il conto!) nelle quali abbiamo interagito direttamente con i bambini, che ci hanno sommerso di domande e di folli richieste di autografi; infine sabato scorso l'inaugurazione della casa editrice, con tanto di festa, musica e buffet.

Il tutto è stato poi condito dal rendez-vous con cinque compagne delle elementari/medie; dalla visita alla nonna; da un giretto per Corso Buenos Ayres con piccolo shopping incluso; da una giornata trascorsa insieme a una cara amica e le sue bimbe e da una semi-improvvisata gita a Locarno; ho anche visto cinque o sei film che non conoscevo insieme al mio fratellino.
Sì, dieci giorni. Solo. Dieci Giorni.

Adesso mi ritrovo con una caviglia gonfia e dolorante. Ho il sospetto di essermela storta subito il primo giorno, senza registrare l'accaduto, perché poi mi ha dato fastidio quasi tutto il tempo, anche se non mi ha fatto mai male tanto da non poterla usare. Da ieri, però, accidenti si fa sentire.

L'altra cosa assurda è stata la preparazione della valigia per il viaggio di ritorno.
Viaggiate con Ryanair felici e contenti, ma sappiate che per approfittare del prezzo più vantaggioso dovrete limitarvi a UN bagaglio di numero, di piccole dimensioni e dal peso non superiore a 10 kg. Pena il sovrapprezzo di 35,- £ (circa 40,- €) o il coatto abbandono del bagalio in eccesso.
Prendete ora una valigia normale, cioè non corazzata, il cui peso a vuoto sia di circa 2-3 kg.
Poi avete un notebook che pesa circa 1,5 kg, ma con la borsa e tutti gli accessori raggiunge i 3,5. A questo punto infilate in valigia 3 kg di libri dei quali non potete fare a meno (voglio dire: il viaggio lo avete fatto soprattutto per quei libri, i vostri, le misere 5 copie che vi serviranno per fare un po' di promozione, insomma... proprio non potete lasciarli indietro). Adesso fate il conto e ditemi quanti vestiti riuscite a infilare in valigia. Bravi. Con i tre pacchettini di cioccolatini da portare in regalo ai famigli che vi attendono e il famoso sacchettino trasparente dal quale avete prudentemente tolto pressoché tutto tranne un rossetto e tre lenti a contatto, totalizzate - ahimè - 11 kg!

Tirate fuori tutto e vi procurate un bilancino da cucina. Pesate l'ombrellino pieghevole, le caramelle per la tosse, il carillon che la nonna vuole regalare al nipotino, i guanti...

Avete già deciso di partire con addosso due paia di pantaloni e 6 t-shirt una sopra l'altra (w l'elastan!), lasciandovi alle spalle 2 camicette e un paio di scarpe, nonché creme e make-up, il romanzo con il quale siete arrivati e i libri sui fantasmi che ico vi ha portato da Lucca e che da soli pesano 5 kg. Sapete che a Natale sarete di ritorno e stabilite adesso di partire con una borsa vuota atta al recupero di tutto ciò, ma soprattutto vi ripromettete di non viaggiare con Ryanair in quell'occasione.

La mamma vi suggerisce di indossare anche tutta la biancheria che occupa un anfratto della valigia. Ci riflettete un attimo. Più di un paio di calze non ci sta, nelle scarpette eleganti che avete deciso di mettervi e che già infastidiscono la vostra caviglia gonfia. Avete già indosso due paia di pantaloni, esagerare anche con la quantità di slip vi darebbe decisamente eccessiva difficoltà di movimento. Tacciamo dei reggiseni: Infilarne uno sopra l'altro vi donerebbe una circonferenza toracica finale molto imbarazzante. No. La biancheria deve rimanere lì dove si trova.
Infine optate per sfruttare al massimo le tasche a vostra disposizione. Levando il portafoglio dalla borsa del pc e incastrandolo nella tasca posteriore dei jeans recuperate 3 etti. Il carillon sta in una tasca del cappotto, e nell'altra ci infilate un libro da leggere per il viaggio. Le chiavi di casa, pesantissimo ferro sagomato, trovano posto in una tasca anteriore dei jeans, a cui resta ancora una tasca vuota in cui sistemare i fazzoletti.
Ok, siete arrivati a fare pesare la vostra valigia 10,3 kg e vi muovete come l'omino Michelin. Notate con un sospiro che la valigia è praticamente vuota, ma non potete farci niente e partite alla volta dell'aeroporto.
Dove l'addetta decide di NON pesare la vostra valigia.

[inserire imprecazione a piacere QUI]

lunedì 23 novembre 2009

Noi usiamo il sogno per predire il futuro, le stelle per tracciare la rotta, la voce dei morti per conoscere il passato...



Visto che ogni promessa è un debito e che tutta la settimana (lo so) avete consultato ansiosi Stretta la Foglia nella speranza di trovare un aggiornamento degno di questo nome (ma anche indegno) e siete stati puntualmente delusi, eccomi qua, di nuovo su queste pagine web con l'attesissima recensione di (squillo di trombe) Il Circolo degli Dei Sognanti, by Jacopo Casiraghi.

Nella mia prima recensione dicevo che il romanzo prometteva di essere una storia di paura, raccontata in modo divertente. Sono felice ora di annunciare a tout le monde che la promessa è stata mantenuta!
Il ritmo non cala mai, succede sempre qualcosa di nuovo: un nuovo sogno, una nuova avventura, un nuovo personaggio che compare o prende vita...

I personaggi sono molto ben delineati, a mio modesto parere. Hanno ciascuno una personalità definita, e si comportano coerentemente nell'arco del racconto, senza tuttavia rendere prevedibile la storia. Ognuno dei protagonisti, poi, in realtà ha ben due personalità!
No, no, non si tratta di protagonisti schizoidi e sonnambuli.
E' tutto molto semplice. Ognuno rimane se stesso, ma la fantasia di Giona assegna a tutti i membri del Circolo un ruolo ben preciso, che loro ricoprono più o meno volontariamente, filtrandolo con il proprio carattere. Così Icaro diventa il Coraggioso della banda, Melissa l'Esploratrice, Marco il Sensitivo e Valente il Bruto.
Forse non riesco a spiegarmi bene, sorry. Facciamo così, diventate seduta stante i miei Interpreti, che ci capiamo meglio.

Un altro dettaglio che personalmente adoro trovare in un romanzo è l'elemento reale inserito in un contesto inventato.
Il Collegio Villa Gentili, per esempio, non è realmente esistito, e neppure il suo preside, il Dr. Fitch. Il metodo educativo che lui propone, però, non è stato inventato.
C'è anche la visita di Marinetti, personaggio reale (ho le prove!), fondatore del Movimento Futurista.
Marinetti va una sera in visita a Villa Gentili, cosa ovviamente inventata, ma plausibile. Marinetti infatti si considerava un innovatore e il metodo educativo di Fitch è innovativo per l'epoca: ragazzi e ragazze hanno dormitori comunicanti, studiano insieme e non sono obbligati a seguire le lezioni ma possono scegliere il proprio percorso di studi autonomamente. Devono occuparsi di tenere in ordine la propria stanza, puliti i propri indumenti, dare una mano per sistemare la cucina e altre cose del genere. Che Marinetti sia curioso riguardo a qualcosa di nuovo è perfettamente in linea con la sua passione futurista.

Infine, la fine!
In realtà non ve la voglio raccontare, credo che uno dei dispetti peggiori che si possano tirare a un lettore sia raccontargli la fine prima del tempo. Mi limiterò a un'osservazione personale.
Quel che mi piace in un finale non è tanto che si tratti di un happy ending, o di un finale tragico, o triste, o esplosivo o qualsiasi altro tipo di finale vi venga in mente. Ognuno di essi va bene, purché sia in linea con il libro, purché lo chiuda bene.
Insomma, per me la conclusione deve chiudere una storia in maniera giusta e/o credibile.
Se un finale è tristissimo, ma si adatta a quel che precede, vada per le lacrime.
Se il finale è a fuochi d'artificio, che però non si legano agli avvenimenti che ho letto fino alla pagina precedente, boccio tutto: racconto e finale.
Ciò detto, in quale categoria piazzo il finale de Il Circolo degli Dei Sognanti?
[suspence, eh?]
Nella categoria migliore, ve lo dico subito. E' un finale giusto. Può forse spiazzare qualcuno, che magari si aspettava qualcosa di diverso. Ma pensateci, dopo averlo letto, e ditemi se non siete d'accordo con me.

Questo libro mi ha lasciato diversi messaggi, a volte talmente intrecciati tra di loro e su se stessi da non riuscire a districarli.
Uno è che la nostra immaginazione ha più potere di quanto crediamo. La fantasia può influenzare la nostra vita e anche quella di chi ci sta intorno.
Un altro è che la nostra vita è costituita da momenti che sembrano preludere a qualcosa di terribile e grandioso ma anche da momenti di una normalità disarmante. Che mentre viviamo qualcosa di intenso e particolare ci sembra di essere al centro dell'attività dell'intero universo, salvo poi magari renderci conto che il mondo e la vita sono effettivamente andati avanti a girare normalmente intanto che noi eravamo occupati a crederci degli dei.

Sir Jacopo, venga avanti! E' ora del verdetto finale (con risata diabolica inclusa nel prezzo).

Lettura promossa: racconto originale, ben scritto, ben costruito, senza punti deboli - quantomeno io non ne ho trovati e in genere sono abbastanza sensibile a incongurenze o passaggi deboli nelle storie che leggo.
Lo consiglio a chi desidera soltanto essere intrattenuto (non sarà deluso) e anche a chi ha voglia di riflettere un po': spunti ce ne sono davvero tanti.
Lo trovo una lettura adattissima agli adolescenti, ma valida anche per gli adulti che amano lasciarsi trasportare in un altro mondo: si ritroveranno in molti tratti dei protagonisti.

P.S. Invidiatemi: ho la dedica e la firma dell'autore in prima pagina (prrrrrr!)

domenica 15 novembre 2009

Mini Riepilogo

Poche presenze questa settimana, comunque ecco qua il riepiloghino per gli aficionados:

- cos'è quel bianco intorno a me? -> dal film "Nightmare before Christmas";

- La nostra protagonista si chiamava Giona, va bene, fatevene una ragione: se poteva sopportarlo lei potete farlo anche voi -> dal libro "Il Cricolo degli Dei Sognanti", by Jacopo Casiraghi;

- We scare because we care -> dal film "Monsters & Co." (lo adoro!!!)

Alla prossima, senza appuntamento preciso...