WE OWE IT TO EACH OTHER,
TO TELL STORIES.

Neil Gaiman

CARESS THE TALES
AND THEY WILL DREAM YOU REAL.

Nightwish

STORIES AND SONGS
ARE THE LANGUAGE OF THE HEART.

Stephen Lawhead


ALL STORIES ARE TRUE.
Patrick Rothfuss

A DREAMER IS ONE WHO CAN ONLY FIND HIS WAY BY MOONLIGHT,
AND HIS PUNISHMENT IS THAT HE SEES THE DAWN
BEFORE THE REST OF THE WORLD.
Oscar Wilde

THE CORE OF ALL LIFE
IS A LIMITLESS CHEST OF TALES.

Nightwish
ALL THE TRUTH IN THE WORLD
IS HELD IN STORIES.

Patrick Rothfuss
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domenica 6 luglio 2014

Non omnia possumus omnes. [Virgilio]


SABATO MATTINA

- A proposito del tuo viaggio di lavoro...

- Sí? Dimmi! 

- Visto che devi uscire di casa domani dopo pranzo, per andare in aeroporto, per favore dimmi adesso se ti serve qualcosa in particolare di lavato, o stirato, o altro.

- Tranquilla, ho tutto quello che mi serve.

- Bene.

 DOMENICA - ORA DI PRANZO 

- Ehi, mi daresti un punto veloce qui? C'è un buchetto nel costume da bagno!

- Ma se non ho neppure idea di dove siano gli aghi e i fili?! Non so se hai notato la stanza piena di scatoloni del trasloco che non sono ancora stati svuotati...

- Ma è solo un buchetto piccolino! 

- Non è che cambia la faccenda: se mancano ago e filo, piccolo o grande il buco non si ricuce!

- Allora te lo lascio insieme ai panni da aggiustare. Dove li tieni?

- Da nessuna parte! In questo caos atroce direi che la cosa migliore è che tu ti tenga il costume nell'armadio fino a un momento più propizio. 

- Va beh. 

[...] 

- Me lo sposteresti un bottone?

- Er... Ti ricordi che cinque minuti fa ti ho spiegato che non ho idea di quale sia la scatola contenente gli attrezzi per cucire, e nemmeno dove si trovi? 

- Ma guarda! Questa camicia ha perso un bottone, ma fortunatamente ne hanno cucito dentro uno di scorta! 

- È geniale, ma continuo a non avere a disposizione ago e filo.

- Uff. 

[...] 

- Ehi, mi smacchi al volo questa camicia?

- NO!!! Basta! Ti ho chiesto ieri di dirmi in anticipo cosa ti serviva, e adesso ti presenti pieno di richieste a meno di tre ore dalla partenza! Non abbiamo uno smacchiatore in casa, dovrei metterci su del detersivo, sfregare e mettere la camicia in lavatrice. A quel punto dovrebbe fare un ciclo di lavaggio, asciugare, ed essere stirata! Se me l'avessi data ieri adesso sarebbe pronta, ma adesso ti tieni la macchia o ti scegli un'altra camicia! 

- Ma è solo una macchiolina piccola, non c'è qualche sistema veloce per... 

- NO! 

- Capisco, allora la appoggio qui. In cima alla scala in mezzo al salotto.

- No, non la appoggi lì, la metti nella cesta dei panni da lavare! Non puoi sparpagliare i tuoi indumenti bisognosi di attenzione in giro per una casa già traboccante scatoloni pieni! Mi fai venire la claustrofobia! 

- Okay. 

[...] 

- Sai dove sono i miei pantaloni leggeri? Non li trovo, questi qua sono un po' spiegazzati. 

- Guardami negli occhi. Vedi le fiamme e i lapilli? Ti porti quei pantaloni in albergo e te li fai stirare. Adesso sei pronto?

- Io sono sempre pronto! Sono nato pronto! Vado! Ciao, ci vediamo tra cinque giorni! 

- Hai preso l'adattatore? Visto che vai in Svizzera, poi non riesci ad attaccare il caricabatterie del telefono alla presa. 

- Caspita, è vero! Me l'ero dimenticato! Dove sarà? 

...

venerdì 19 aprile 2013

venerdì 22 febbraio 2013

Whit's fur ye'll no go past ye. [Old Scottish saying]

 
 

Mi piacerebbe andare in Scozia, nell'estate 2013.

Negli ultimi giorni mi sono data da fare su internet, per organizzare un itinerario che comprendesse cultura e natura: la Scozia è ricca di entrambe le cose!
Ho inviato mail a svariati B&B a caccia di posti letto, purtroppo alcuni ancora non mi hanno risposto.

Comunque alla fine un programma l'ho preparato: un programma secondo me meraviglioso, che solo a guardare le foto mi fa venire la nostalgia.
La nota dolente è che i prezzi, specialmente quello del volo per raggiungere Edimburgo, sono più alti di quanto mi aspettassi.
Mi fa una rabbia, che solo per giochi commerciali, che neppure capisco, ci siano tante cose meravigliose da fare e da veder che resteranno fuori dalla mia portata, solo perché devo pagare cifre folli per raggiungere il punto di partenza del mio viaggio. Stando a quello che sta scritto sulle pagine dei siti che ho visitato, posso avere un biglietto aereo per meno di 50,00 € ... peccato le tasse che superano i 100,00 €! Che cosa voglia dire, poi, che in alcuni casi le tasse ammontino a 20,00 € e altre volte siano cinque-sei volte più gravose, proprio non lo so, ma è così.
 
E dopo questa prima macchia sul mio idillico progetto, la proposta che mi rendeva tanto entusiasta e fiera è stata accolta dagli altri membri della famiglia in modo che definire tiepido è già attribuirgli una temperatura più alta di quella che aveva.

Credo che ci dormirò su, sognerò forse qualche castello infestato, o un lago tranquillo nel cuore di una foresta e mi sentirò meglio!


lunedì 18 febbraio 2013

Immer werden, niemals sein. [?]

.
Abito a Berlino da qualche anno, ormai, e devo dire che amo vivere in questa città.
Inizialmente la apprezzavo soprattutto in rapporto alla città dalla quale provenivo, ovvero Milano: un confronto tra le due è improponibile. Berlino è infinitamente più verde, più organizzata, più economica, più vivace, più accessibile, più vivibile, più pulita, più varia, più aperta, più... di Milano.
A distanza di tempo, Berlino mi piace di per sé, anche senza bisogno di confronti.
Amo le casette colorate e dal pittoresco tetto a punta, con la finestra della cucina che si affaccia sul giardino, un parco-bosco-foresta-lago raggiungibile a piedi in pochi minuti, così come la metropolitana o l'autobus che ti portano in centro.
Amo il suo cielo, vasto e dall'azzurro tenue quando è sereno, e grigio plumbeo striato di nero quando temporaleggia; il sole che in inverno rimane basso sopra l'orizzonte, quasi avesse freddo anche lui e rimanesse vicino alla terra per potercisi rintanare al più presto.
Amo la storia che si respira a ogni angolo; amo il fermento che si avverte dietro a ogni palazzo, a ogni strada, a ogni monumento: pare che ti avvertano che oggi ci sono, ma domani chissà?
Amo la quantità inesprimibile di proposte culturali: dalle gallerie e dai negozietti d'arte e artigianato; ai concerti gratuiti del martedì a pranzo proposti dall'Orchestra Filarmonica; ai ristorantini e locali thailandesi, indiani, vietnamiti, arabi, greci, messicani, nepalesi, senegalesi, e chi più ne ha più ne metta; ai mercatini delle pulci ogni domenica; al mercato turco a Kreuzberg il martedì e venerdì; alle terme immerse nel bosco; ai musei d'arte, di sculture, di reperti, di oggetti, di roba antica e roba moderna; alle mostre di pittura, di fotografia, di gioielli; ai concerti all'aperto, al chiuso, di musica classica, rock, jazz, punk, indie...
Amo vedere i battelli sui fiumi e le chiatte che trasportano legna e mattoni sui canali; ammirare gli alberi secolari nei parchi e i fiori di stagione nei giardini; incontrare leprotti, volpi e cicogne per le strade della città, e cinghialotti e cerbiatti nelle foreste.
Amo l'abbigliamento senza pretese, gli scarponcini pesanti, i calzettoni di lana e i guanti senza dita.
Amo le piste ciclabili, i vagoni della S-Bahn e le stazioni vecchie della U-Bahn.

Potrei andare avanti, ma so che ho già fatto addormentare tutti con le mie sviolinate.

In ogni caso, con tutto questo strabordante amore, e con la mia irrefrenabile passione per Berlino, mi sono sempre rifutata e sempre mi rifiuterò di tenere l'ennesimo blog di un'italiana a Berlino.
Sembra quasi che sia obbligatorio spiegare a chi rimane in patria come si vive da italiani a Berlino.
Perché, a quanto pare, coloro che restano sono tutti lì a domandarsi le stesse cose: la lingua è difficile? E gli autobus, arrivano in orario? Ma come fai quando stai male e hai bisogno del dottore? E soprattutto: cosa mangi, la trovi la pasta??
Il terrore di morire di fame o avvelenati pare che sia imperante. Come se senza la pasta De Cecco fosse impossibile sopravvivere. Come se condire l'insalata con una cosa che non sia l'olio extra-vergine di olive liguri super d.o.p. sia un'aberrazione. Come se non trovare facilmente un espresso sia una maledizione da girone infernale.

Ecco, capite il mio dramma: perché sono io, quella che passa per snob. Io, che non ne posso più di sentire gli italiani-a-Berlino che alzano al cielo lamentazioni accorate perché sono convinti che i tedeschi manipolino financo la Nutella pur di non fargliela mangiare buona (giuro, non sto inventando). Io, che compro la mozzarella alla Lidl a 0,49 € e bevo il caffè solubile, sono la snob. Io, che oso affermare che si può mangiare benissimo senza farsi menate perché nella vita c'é anche molto altro da fare e da scoprire, sono la snob. Io, che la prossima volta che qualcuno mi chiede ansioso "Ma riesci a mangiare qualcosa?" lo strozzo con una fila di salsicce.

lunedì 15 ottobre 2012

Good books, like good friends, are few and chosen. [Louisa May Alcott]


Ci sono, eh, sono sempre viva e vegeta.
Un po' nostalgica, forse. Togliamo pure il forse, ma è una nostalgia piacevole, che ispira ricordi dolci e sorrisi sereni.
Ho trascorso una settimana di vacanza in Italia, facendo base a Milano e spostandomi un po' qua e là.
È stata una settimana all'insegna del vedere persone, e in questo devo dire che si è trattata veramente di una settimana estrema!
Si va dalla reimpatriata con aperitivo in centro a Milano con le compagne delle elementari, al pomeriggio con liquore al pistacchio e torta al cioccolato davanti a un caminetto scoppiettante a casa del mio fratellino & girl, al raduno del Giardino Segreto (gruppo su aNobii) nella giornata di sabato in quel di Parma: da conoscenze vecchie di una vita a persone mai viste prima.

Ci sono stati i bambini delle elementari di Novara che mi hanno accolto con entusiasmo e affetto, a cui ho raccontato leggende pellerossa e con cui ho costruito acchiappasogni coloratissimi (e che mi hanno invitato a pranzo con loro: ho accettato, mettendo a repentaglio i miei timpani non allenati!).

C'è stata la merenda all'ospizio con la bisnonna, con i suoi occhi indimenticabili, che sprizzavano tutta la gioia del mondo a vederci lì con lei e per lei.

C'è stata la cena con i nipotini, mentre Luca e il cuginetto si sfidavano a tutti i giochi della Wii più uno, la nipotina mi si appollaiava in braccio e mi raccontava di tutti i suoi regali per il compleanno e delle sue innumerevoli maestre, un po' italiane e un po' straniere chissà-da-dove.

C'è stata la cena con i fratelli racimolati nel milanese per l'occasione, conclusasi con panettone e carole natalizie a sorpresa.

C'è stata la camminata fino in Duomo, di libreria in libreria, alla disperata ricerca di due titoli che non trovavo - e alla fine sono tornata a casa con un terzo aggiunto: le librerie sono luoghi di perdizione, quando fanno il 40-50% di sconto, poi, sono veramente irresistibili!

E ci sono state le due forme di pane di zucca cucinate nel forno della mamma; Sara da andare a prendere all'uscita della sua nuova scuola; i suoi primi compiti "a tema"; il cane che mi è venuto a svegliare domenica mattina alle 6.30 scodinzolando e portandomi speranzoso la pallina; la pizza con la mia amica Chiara-un-nome-una-garanzia; il museo egizio a Torino, dove qualcuno dei nuovi amici di aNobii si è fatto vivo per mostrarmi le bellezze della città; una più vecchia conoscenza di aNobii incontrata a sorpresa in aeroporto...

Insomma, è stata una bella settimana: bella da vivere e bella da ricordare.

Parma - IV Raduno del Giardino Segreto di aNobii

mercoledì 11 luglio 2012

The mind can never break off from the journey. [Pat Conroy]

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L'ultimo giorno delle meritate vacanze era destinato alla visita de Il Cairo: dopo due settimane trascorse a giocare con pesci coloratissimi sulla barriera corallina e a divorare un romanzo dopo l'altro sotto un sole rovente e un cielo che non conosce nuvole, una giornata tra piramidi, sfingi e Nilo pare l'ideale per entrare in contatto con gli aspetti storici e culturali dell'Egitto.
Pare anche la soluzione migliore per risollevare il morale di chi abbia, incautamente, appena letto le ultime pagine della saga di Pendragon e abbia l'animo affranto per la fine di Re Artù e i suoi cavalieri della tavola rotonda.

Purtroppo i beduini ci mettono lo zampino, battagliando contro l'esercito lungo il tragitto da percorrere in pullman e l'agenzia di conseguenza annulla la gita, non volendo ritrovarsi con un carico di turisti europei presi in ostaggio e nascosti tra gli aridi monti dell'aridissimo deserto del Sinai.

Sospirando malinconicamente, ci si consola saccheggiando impunemente la biblioteca del villaggio e leggendo due gialli drammaticamente "da ombrellone" nella giornata trascorsa, appunto, sotto l'ombrellone invece che a curiosare tra le mummie.

Il rientro a casa il dì seguente è accompagnato da:
1. piogge intermittenti, violente e torrenziali e una temperatura di 10-15° C inferiore a quella egiziana e che costringe all'uso del piumone durante la notte;
2. la caldaia che si rifiuta di scaldare l'acqua costringendo a lavare e lavarsi con acqua fredda;
3. un palmo d'acqua nell'automobile, rimasta inesorabilmente chiusa in una strada allagata senza che alcun premuroso vicino in possesso di chiavi potesse farci nulla;
4. la tenera insalatina che si temeva potesse essere stata seccata dal sole e che risulta in realtà essere stata annegata dall'acqua;
5. i sandali infradito preferiti ma vecchiotti che si rompono;
6. una comunicazione da parte del commercialista che afferma senza mezzi termini che si è in ritardo con un certo qual pagamento - quale, boh, chi ci capisce? ma tanto c'è sempre da pagare qualcosa...!

... e tuttavia, ciò che risulta davvero odioso e faticoso da affrontare è rimettersi le scarpe ai piedi!

lunedì 25 giugno 2012

I enjoy the forbidden fruits in life. [Mike Tyson]

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- Ciao mamma, ho chiamato per salutarti prima di partire per il mare!

- Grazie, mi fa piacere sentirti! Chissà che bel mare troverete! Sei contenta?

- Mmm-sssì, dai. Certo tutte quelle menate di non mangiare questo, non bere quell'altro, non andare di qua, non andare di lá... Insomma. Va beh. Mi sono portata da leggere e spero di trovare mango e banane. Mi sceglierò un ombrellone e mi siederò lì sotto per due settimane. In qualche modo sopravvivrò.

- Leggere? Come, leggere? Con il bel mare che c'è, pieno di pesci! Non devi leggere, devi andare al mare a guardare i pesci.

- Va bene, mamma, andrò a guardare i pesci. Poi mi siederò sotto l'ombrellone con un libro e un mango, e... 

- No, devi guardare i pesci. 

- Sí, no, certo. Dico: dopo pensavo di... 

- Guardi altri pesci! Scusa, sai: è pieno di bellissimi pesci! Tanto la gente sarà sullo stile "bagnante di Rimini", fuori dal villaggio non ti conviene avventurarti... Cosa ti resta da fare? 

- È appunto per quello, che mi son riempita la valigia di libr... 

- NO! I pesci! Devi andare a gardare i pesci! 

- ... Va bene, mamma. Vado a guardare i pesci.

- Brava. Divertiti! Buone vacanze! E ricorda: manghi, banane e pesci!

domenica 24 giugno 2012

I am salvation or destruction. [Bree Despain]

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- Ho letto alcune linee guida riguardanti i viaggi in Egitto.

- Buona idea! Cosa suggeriscono? 

- Per prima cosa, dovremmo portarci dello spray anti-zanzare.

- Okay, facile. Altro?

- Sì: anche il gel per pulirsi le mani sarebbe consigliabile. 

- No problem. Tutto qua? 

- Ci sarebbe anche questo: Non mangiare verdure crude, a meno di essere assolutamente certi che siano state lavate e disinfettate a dovere. Sbucciare accuratamente la frutta. Ogni alimento cresciuto nella o sulla terra potrebbe essere contaminato da escrementi, quindi non va mangiato a meno che non venga accuratamente lavato e disinfettato. Non bere acqua se non in bottiglia, sigillata con tappo originale. Meglio patire la fame o la sete per un po' piuttosto che rischiare. 

 - ... 

- Hai sentito? 

- Sì che ho sentito. È stata proprio un'ottima idea, scegliere un resort all inclusive, visto che praticamente non si può mangiare un tubo! Ma poi si può sapere cosa può capitare? Ti viene il colera? Il tifo? Cosa? 

- Qui parla della diarrea del viaggiatore. Dice che praticamente tutti se la beccano, però qualcuno sta proprio male, gli viene la febbre. 

- E va beh, portiamoci qualche pastiglietta! Santo cielo, non possiamo stare lì due settimane e vivere di patate bollite, ti pare? 

- In effetti, mi è venuta un'idea. 

- Sarebbe?

- Tu sei più resistente di me e L. Non stai male facilmente quanto noi.

- E allora? 

- È semplice: sarai la nostra cavia!

lunedì 21 maggio 2012

There are no foreign lands. It is the traveler only who is foreign. [Robert Louis Stevenson]

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- Ho prenotato le vacanze per quest'estate! 

- Benissimo! Dove ci porti?

- Stavolta ho fatto le cose in grande: vi porto in Egitto!

- Wow, l'Egitto! Fico davvero! Non vedo l'ora di navigare sul Nilo, vedere i coccodrilli sacri, cavalcare un cammello nel deserto, entrare nelle tombe dei faraoni, bere il tè alla menta...

- Ecco, il tè alla menta lo troverai di sicuro. 

- ??? 

- Andiamo a Sharm El Sheikh, in un villaggio turistico. 

- Ma a Sharm El Sheik non c'è niente! Neppure una priamidina piccina picciò! Praticamente ci facciamo due settimane di mare, come avremmo potuto farcele a Rimini! 

- Beh, adesso non esagerare. Lì il mare è bellissimo, c'è la barriera corallina. 

- Uhm, okay. Vada per la barriera corallina. Ma una volta UNA che vado in Egitto nella vita, manco una piramide...?

- Organizzano dei viaggi, volendo. Sono circa otto ore di autobus sotto il sole lungo le strade-non strade egiziane. 

- Uhm.

- E una gita in cammello probabilmente qualcuno potrebbe farcela fare, lì nei dintorni. 

- Uhm-uhm.

- Certo sarebbe consigliabile non uscire dal villaggio. Sai com'è, la situazione è un po' instabile.

- Ah. 

- E bisogna fare attenzione all'acqua: sempre bere quella della bottiglia, preferibile anche per lavarsi i denti. E lascia perdere l'insalata, mangia qualcos'altro: verdura cotta, per esempio. 

- Verdura cotta? Ma è estate, ci saranno 50°C e non posso manco farmi un'insalatina? 

- Possiamo sempre mangiare gelati. Ah, e non dimenticare il tè alla menta!

venerdì 3 settembre 2010

Du bist so wunderbar Berlin

C'è una citta, in Europa, che si chiama Berlino.
Basta il nome per richiamare nella mente di milioni di persone immagini di guerra, di disperazione, di ingiustizie, di cicatrici, di follie, di inquietudine, di paura, di disagio.

E invece Berlino è rinata. È una grande, coraggiosa Fenice.

È una città che vuole essere amata, che si fa amare, ma senza imbellettarsi, senza fingere di essere qualcosa che non è.
Ha coraggio, questa città: il coraggio di mostrare la sua faccia, il coraggio di portare le sue cicatrici con dignità, il coraggio di essere quello che è, tutto quello che è.

Berlino è il centro trafficato, la gente che lavora negli uffici ai piani alti, è i grandi magazzini scintillanti.

Berlino è la città delle volpi, dei leprotti e degli scoiattoli dietro casa e davanti al Duomo.

Berlino è la città del verde, delle biciclette, delle grigliate. Berlino è la città dei battelli sul fiume, del bagno nel lago, dei bar sulla spiaggia.

Berlino è la città delle luci blu in inverno quando è buio prima delle cinque di pomeriggio.

Berlino è la città distrutta e ricostruita, la città piegata ma mai spezzata, la città dei curiosi, la città degli artisti, dei pazzi, degli stranieri, dei professori universitari, dei medici e degli avvocati: mescolati insieme, un puzzle variopinto di facce e di realtà.

Berlino è la città dei bambini e delle mamme, delle fontane e dei parchi giochi. Berlino è la città delle mostre, dei musei, dei concerti e delle conferenze.

Berlino è la città magica, la città dei kebab, della pizza, dei wurstel e delle zuppe di verdura; la città della birra e del succo di crauti.

Berlino è la città per tutti e per ognuno.

sabato 17 luglio 2010

I'm going under


[ Copenhagen Harbour by Moonlight (1846)
Johan Christian Claussen Dahl (1788 – 1857)]


Curiosità!

Se foste capitati a Copenhagen nell'XI secolo vi sareste trovati di fronte a un piccolo borgo; nei campi circostanti avreste visto il bestiame ruminare pigramente l'erba fresca, rivolgendovi sguardi disinteressati.
Guardando verso Est avreste scorto un gruppo di isolette, che proteggevano il piccolo porto pescoso dalle aspre condizioni meteorologiche - assolutamente non un brutto posto, per fondare una città.
Se vi fidate più dei reperti scritti che dei ritrovamenti archeologici, i primi resoconti disponibili datano XII secolo, quando un impiegato barbuto (o un rinomato storico, se preferite) di nome Saxo Gramaticus, scrisse qualche riga sul luogo in cui si trovava: Portus Mercatorum, lo chiamò. Questa espressione è una fantasiosa versione latina di Købmannahavn, parola che è poi diventata il moderno København, che non vuol dire altro che "porto dei mercanti".
[liberamente tradotto da: wikitravel]

E ora: a scuola di lingue! Ecco il breve, conciso e - spero - totalmente inutile dizionarietto che mi applicherò a mandare a memoria prima di partire:

god morgen = buon giorno
god aften = buona sera
god nat = buona notte
tak = grazie
behage, vær så god at = per favore (speriamo basti behage)
havre = avena

E così noto che il danese mescola inglese e tedesco... che sorpresa. Potrebbe essere una lingua meno astrusa e incomprensibile di quanto mi aspetto!

sabato 10 luglio 2010



This is where old fairy tales blend with flashy new architecture and world-class design; where warm jazz mixes with cold electronica from Copenhagen's basements. You'll feel you've seen it all in a day, but could keep on discovering more for months.


Ebbene sì. Stavolta ci vado. È stata un'ardua impresa, garantisco.

Ignorando i quattro anni passati, in cui a più riprese ho proposto-riproposto-tentato-ritentato di convincere la mia augusta e regale famiglia ad accompagnarmi o quantomeno concedermi un viaggetto a Copenhagen. È stata ardua lo stesso.
C'è voluto tutto il mio animo propenso a piani malvagi, per riuscire ad architettare l'impresa.

Per prima cosa, ho dovuto oculatamente decidere il periodo: la scelta (quasi inevitabile) è caduta sulla settimana in cui sono a casa da sola con Luca.

A quel punto, doveroso premunirsi di un mezzo di trasporto. Il più economico è il pullman, che da Berlino raggiunge in sette ore la capitale danese, con una spesa inferiore ai cento euro.

La parte più spinosa riguardava la scelta del posto in cui dormire. Scartato l'ostello perché io sono fuori tempo massimo e Luca è fuori tempo minimo, al secondo posto della mia personale hit si trova il B&B. Il problema si è posto perché normalmente i B&B hanno 1-2 camere e prenotare in piena stagione estiva con pochi giorni di anticipo è solitamente sconsigliabile. Tra l'altro, il telefono di casa ha deciso oggi di rivelarci che è POSSEDUTO. Impossibile connettersi a un qualsivoglia numero di telefono che cominci con 0045. Mi sono ridotta a chiamare con il cellulare in Danimarca per confermare la prenotazione di un B&B che si vantava di trovarsi nel Quartiere Latino, a pochi minuti dal centro.

NEL FRATTEMPO però non avevo ancora preenotato i posti sul pullman, perché (oh! quale saggezza!) aspettavo di avere un posto sicuro dove stare, prima di sobbarcarmi l'onere dei biglietti non rimborsabili. Caso volle, ahimé, che seguissi on line il progressivo disfacimento della disponibilità dei posti sul pullman, intanto che litigavo con il telefono e trovavo tutti i B&B già pieni!

L'ansia mi assaliva. Nella mia testa si rincorrevano come puzzole innamorate pensieri funesti: non ci riuscirò neppure stavolta - me ne frego, prenoto all'Hilton e non se ne parli più - se trovo una camera libera e intanto sono spariti i biglietti per il pullman vado in aereo, in jet, in autostop, a dorso di cammello, non importa MA CI VADO!!!

SEMPRE NEL FRATTEMPO avevo lanciato segnali di S.O.S. a un'Anima Gentile, conosciuta via web, residente nella patria di Andersen, affinché mi lanciasse una ciambella di salvataggio, qualora ne fosse in possesso.

E il caso volle che la blasfema situazione si sbloccasse in un unico, emozionante momento: un B&B mi conferma la disponibilità - i biglietti che intendevo acquistare sono ancora prenotabili - Anima Gentile mi risponde con un indirizzo mail.
Nella fretta, nell'ansia, nell'eccitazione, nell'euforia, confermo la prenotazione al B&B, ordino i biglietti del pullman e scrivo tutta contenta una risposta ad Anima Gentile, che mi fa sapere a stretto giro di mail che sebbene il B&B vanti una location all'interno del Quartiere Latino, in realtà non è così.
NON IMPORTA.
Vado a Copenhagen!

Confido nella ulteriore gentilezza di Anima Gentile, affinché mi aiuti a sbrogliare il groviglio di treni, metropolitane, ferrovie, autobus e non so che altro, perché ancora non ho capito cosa devo fare una volta arrivata in città per raggiungere il B&B in cui un letto m'attende... Considerato che il pullman arriva alle 22.40, non vorrei farlo attendere troppo.

E siccome mi piace essere ben preparata a un viaggio (sebbene talvolta tale preferenza vada sacrificata in virtù di un Piano Malvagio Ben Riuscito), mi sono procurata un libro. No, non una guida turistica, anche se credo che alla fine non sia una cattiva idea.
Mi sono procurata il romanzo di Peter Høeg: Smilla's Sense of Snow

More about Smilla's Sense of Snow

e conto di far leggere a Luca qualche fiaba di Andersen prima di partire!

Ah, quando si dice la soddisfazione!