WE OWE IT TO EACH OTHER,
TO TELL STORIES.

Neil Gaiman

CARESS THE TALES
AND THEY WILL DREAM YOU REAL.

Nightwish

STORIES AND SONGS
ARE THE LANGUAGE OF THE HEART.

Stephen Lawhead


ALL STORIES ARE TRUE.
Patrick Rothfuss

A DREAMER IS ONE WHO CAN ONLY FIND HIS WAY BY MOONLIGHT,
AND HIS PUNISHMENT IS THAT HE SEES THE DAWN
BEFORE THE REST OF THE WORLD.
Oscar Wilde

THE CORE OF ALL LIFE
IS A LIMITLESS CHEST OF TALES.

Nightwish
ALL THE TRUTH IN THE WORLD
IS HELD IN STORIES.

Patrick Rothfuss
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lunedì 15 agosto 2016

Stop thinking of writing as art. [Paddy Chayefsky]


Dall'esperienza di traduzione del romanzo rosa che sta accompagnando la mia estate ho tratto importanti insegnamenti. Posso quindi ora, senza timore alcuno, sottoporre all'attenzione di chiunque fosse interessato il seguente:

Decalogo di stile per scrittori di romanzi rosa

1. Non usare un aggettivo quando puoi usarne cinque. Sforzati! Se ci pensi abbastanza intensamente, ti accorgerai che tutto sommato l'aria può essere ariosa!

2. Quando la costruzione della frase non permette un uso sufficientemente sotanzioso di aggettivi, ricorri agli avverbi! Mi raccomando, che siano ricercati e suonino bene: è un romanzo d'amore, dopotutto, quindi scrivere che l'architrave della porta è lussuriosamente intagliato mantiene vivo il desiderio!

3. Non avere timore di azzardare paragoni arditi: i forti lettori di romanzi rosa amano sforzare le meningi e apprezzano una scrittura che osa laddove una penna più pavida si sarebbe arresa! Vedrete che persino un uomo che sta fermo all'angolo della strada simile a una banconota falsa troverà la sua ragione di esistere!

4. Anche le metafore devono essere coraggiose! Nessuno desidera leggere le solite cose, dopotutto! Accompagnate i paragrafi moraleggianti (vedi punto 5) con voli pindarici che accendano la curiosità e suggeriscano immagini contorte, che rimangono impresse: una frase come il corsetto delle convenzioni è la prigione della felicità è indubbiamente difficile da dimenticare!

5. Introducete paragrafi moraleggianti con discrezione ma profusamente. Non vogliamo che il pubblico si adagi e prenda troppo alla leggera la storia! È compito nostro ricordargli importanti verità, come che i soldi non sono tutto, o consigli sempre validi come "segui il tuo cuore".

6. Siate precisi! Di ogni oggetto che nominate, non dimenticate di indicare la marca (tra l'altro, questo si rivela efficace quando non riuscite a pensare un numero adeguato di aggettivi qualificativi). Per i lettori è fondamentale sapere che la panchina in legno di tek su cui la protagonista abbigliata con un abitino rosso monospalla di Fendi e sandali Gucci tempestati di Swarowski dal tacco alto dodici centimetri si lascia cadere affranta e sconsolata con il bel volto magro rigato di grosse lacrime bagnate e trasparenti perché il suo compagno attraente dai capelli grigi e ricci che gli ricadono elegantemente e morbidamente sulle spalle larghe e forti ha pronunciato una frase lapidaria e insensibile con le sue labbra sottili e pallide, è dell'Ikea. (Come, cosa? Ma la panchina, no? Suvvia, prestate attenzione!) Per evitare problemi di copyright, basterà alterare in modo divertente i nomi dei marchi: per esempio Fendi può diventare Scendi; Gucci può essere cambiato in Lucci; Ikea diventerà Idea, e così via. Il vostro pubblico ne rimarrà estasiato e per nulla confuso!

7. Pensare a nomi e cognomi per i personaggi è difficile, si sa: con tutte le amicizie e conoscenze che abbiamo, se dimentichiamo di inserire nel nostro libro qualcuno con il nome di un/a conoscente rischiamo di recare offese gravi. Per questo motivo, è assai meglio inventarsi di sana pianta dei nomi pensando al ruolo del personaggio: se avete bisogno di un personaggio rozzo, basterà chiamarlo signor Rozzo Maleducatone; una donna pettegola diventerà la signorina Pettegolina Boccalarga: visto com'è facile?

8. Il libro è frutto della vostra fantasia, la storia vi appartiene, quindi è sacrosanto che il ruolo del/della protagonista venga assegnato a qualcuno che porta il vostro nome.

9. Il vostro libro è un'occasione perfetta per farla pagare a tutte le persone che vi hanno trattato ingiustamente nella vita. Sfogatevi! Tutti saranno dalla vostra parte, quando si renderanno conto che al lavoro siete circondati da cervelli di gallina incapaci e ubriaconi; che i vostri capi sono degli squali profittatori e lascivi; che le vicine di casa sono delle megere invidiose; eccetera.

10. Mi raccomando conferite alla vostra eroina quell'aura di ingenuità che conquista al primo sguardo: lei si presenta sempre impeccabile con abitini sexy e trucco perfetto perché è la sua natura, e nessuno capisce che, nonostante le calze a rete e i vertiginosi tacchi a spillo, l'unica cosa che desidera è essere lasciata sola a meditare sulla sua triste vita. Questo contrasto, vedrete, la renderà cara al pubblico, nel quale susciterà un'infinita tenerezza.



venerdì 15 luglio 2016

If you can bend space you can bend time also. [Margaret Atwood]

 
- Già che siamo in giro, oggi, che ne dici se finalmente andiamo anche a fare un po' di shopping? Tra dieci giorni devi partire per il mare e sei ancora senza costume, senza ciabatte, senza calzoncini, senza... 

- Okay, okay, hai reso l'idea. Però oggi no, proprio non mi va. Ho passato un'ora sula sedia del dentista e come sforzo per la giornata mi pare sufficiente. 

- Capisco. Un giorno di settimana prossima, allora. La scuola finisce mercoledì, vuoi che facciamo un giro giovedì o venerdì? 

- Ma che, sei matta? Vacanza è vacanza, non esiste proprio. Direi martedì. Oppure lunedì. Dipende da quanto ci fanno rimanere a scuola martedì. Sì, direi che se ci fanno uscire presto possiamo andare martedì, altrimenti facciamo lunedì. 

- Va beh, ma questo quando lo sai, scusa? 

- Eh, martedì, no? 

- ... E se martedì ti dicono che devi rimanere a scuola fino alla settima ora, come facciamo ad andare lunedì, scusa? 

 - Ma non capisci? È questa la genialità della soluzione! 


venerdì 17 giugno 2016

There is nothing better than a friend, unless it is a friend with chocolate. [Linda Greyson]

 
Venerdì sera.

- Domani pomeriggio vado al parco, Eleonora ha organizzato un party d'addio perché torna in Italia. Faremo un pic nic! Ciascuno porta qualcosa da mangiare, e poi mettiamo tutto in comune.

- E tu cosa vorresti portare? 

- Pensavo di portare un paio di succhi, e magari dei muffin al cioccolato, se li puoi preparare!

- Ma certo!


Sabato, primo pomeriggio.

- Che profumo questi muffin, grazie! Esco adesso perché mi vedo prima con Matteo, e poi andiamo al parco insieme.

- Okay, buon divertimento!


Sabato, mezz'ora più tardi.

- Ehilà, che ci fai a casa, come mai sei tornato?

- La metropolitana è rotta, ferma, nessuno sa niente e non era ancora disponibile il servizio di navetta. Ho già avvisato Matteo, ci vedremo più tardi al parco.


Sabato, pomeriggio inoltrato.

- Esco, vado al pic nic! Ci sentiamo più tardi, ciao ciao!

- Ciao! Saluta Eleonora!


Sabato, mezz'ora più tardi.

- Basta, ci rinuncio. La metropolitana è ancora incasinata, nessuno vuole dire cosa sta succedendo e non si capisce niente. Ho avvisato che non vado al pic nic, i muffin li porto a scuola lunedì mattina.

- Ma no, dai, per lunedì te li rifaccio se vuoi, ma questi ormai, trasportati avanti e indietro nello zaino di continuo e lasciati lì per due giorni... non saranno più tanto desiderabili!

- Va bene, allora se li rifai questi me li mangio io!


Lunedì mattina.

- Ecco i muffin al cioccolato che ho preparato ieri sera. Dove li metti per portarli a scuola?

- Qui dent... no, non ci stanno. Vediamo... ecco, qua dovrebbero star... no, si spatasciano. Uhm. Sai che c'è? Non riesco a farli stare da nessuna parte, fa niente. Non li porto e me li mangio io.



mercoledì 27 gennaio 2016

Words are pale shadows of forgotten names. [Patrick Rothfuss]

 
Mi piace leggere, scrivere, parlare e ascoltare un concetto espresso in una lingua comprensibile.
Sono capace di apprezzare qualche virtuosismo linguistico, un gioco di parole, persino delle licenze poetiche di tanto in tanto.
Soprattutto, però, trovo che la lingua abbia uno scopo, e questo scopo è: veicolare un messaggio il più chiaramente possibile.
Un dettaglio non trascurabile, nell'affermare quanto sopra, è che trovo anche che sia importante adeguare il registro linguistico all'occasione. Inutile, per capirsi, parlare come un avvocato quando si vuole comprare un chilo di pere dal fruttivendolo.

Ora, se leggo una ricetta, cosa mi interessa? Mi interessa sapere quanto di quale ingrediente utilizzare, e come unirlo agli altri? O sono disposta a rinunciare alla correttezza di tali informazioni in favore di una pagina scritta con linguaggio aulico o pretenzioso?
Tu, che scrivi ricette su internet per spiegare alle persone come si prepara la salsa tonnata! Credi che mi faccia piacere, o che la mia opinione di te si elevi, se infili espressioni come densa fluidità, per poi fornire una lista di ingredienti necessari con una quantità di olio fuori da ogni concezione? Che se uno solo prova a metterne la metà di quanto indicato, poi deve raddoppiare la dose di tonno per avere una "cosa" comunque troppo liquida? Ma perché non impieghi il talento dove è necessario e non dove è superfluo?

Sì, oggi mi irrito a caso per delle scemenze inutili. Qualcosa in contrario?



giovedì 21 gennaio 2016

Having a grandmother is like having an army. [Fredrik Backman]

 
Nonna e Mamma decidono di andare a trovare Ragazza che lavora in un negozio di intimo ed easywear aperto da poco in centro a Milano.

Nonna: Accipicchia, il negozio è pieno di gente! Non vedo Ragazza!

Mamma: Eccola là! In fondo, dietro le casse, a piegare mutande.

Nonna: Orsù, andiamo a salutarla!

Mamma: Ma aspetta, guarda! Oltre a piegare mutande è assillata da clienti che le fanno domande, che figura le facciamo fare se ci avviciniamo così, solo per salutare?

Nonna: Hai ragione, abbiamo bisogno di dissimulare le nostre intenzioni. 

Mamma: Cosa dici?

Nonna: Ci serve un pretesto!

Mamma: Cioè?

Nonna [arraffando a caso un perizoma di pizzo di colore sgargiante e mettendosi a sventolarlo in direzione delle casse]: Signorinaaaaa! Mi scusiiiii! Secondo lei a mio marito questo piaceràààà?

Ragazza: ... 



 

sabato 7 novembre 2015

All work and no play makes Jack a dull boy.


Sto studiando per prepararmi a un esame di lingua inglese.

I'm really getting into the part.


It's going to be a success!

martedì 13 ottobre 2015

Simple can be harder than complex. [Steve Jobs]



- Hai finito i compiti?

- Mi manca tedesco.

- Forza, allora: sbrigati che si fa tardi!

 - Ma sì, non ti devi preoccupare: è semplice, solo che è complicato!

- ... 

 

venerdì 2 ottobre 2015

We can complain because rose bushes have thorns, or rejoice because thorn bushes have roses. [Abraham Lincoln]

 
NASA's Space Launce System




Lo so che al mondo ci sono un sacco di problemi: le guerre, la fame, la sete, la povertà, lo sfruttamento dei bambini (lavoro minorile, prostituzione, bambini soldato...), la mafia, il traffico di droga - di soldi - di armi - di esseri umani, la violenza sulle donne e sui bambini, la tortura, la semplice disonestà e corruzione dei politici di tutti i Paesi, il fondamentalismo religioso, il razzismo, la discriminazione in genere, il riscaldamento globale, l'inquinamento, la deforestazione, il mercurio negli oceani, l'estinzione delle api, le coltivazioni e gli allevamenti intensivi, la Monsanto e le multinazionali...

Cosa ci salverà? Fai questa domanda a una persona religiosa, e lei alzerà gli occhi al cielo, spalancherà le braccia e si farà spuntare un sorrisetto auto-compiaciuto sulle labbra, prima di rispondere: "Dio ci salverà!". Ora non è per mancare di rispetto a Dio o alla suddetta persona, ma siccome ormai è palese che Dio sta aspettando la prossima vita per salvarci, i problemi rimangono. Anzi, a questo punto tanto varrebbe affrettare l'auto-distruzione, così almeno giungiamo tutti alla salvezza senza avvelenarci o ammazzarci a vicenda più di tanto.
Quindi, a mio parere, Dio è eventualmente la risposta se si pensa, come tanti credendi, che la nostra vita terrena non sia importante, che l'unica cosa che conta è guadagnarsi quella eterna dopo. A che scopo Dio ci avrebbe offerto la vita terrena, quindi? Solo per soffrire e comportarci bene così da meritarci il Paradiso. Mah.

Mi sono resa conto che, se leggo articoli sulle ricerche e scoperte scientifiche, se ascolto della bella musica, se assisto a bella una mostra d'arte, o se leggo di risultati sportivi eccellenti, riesco a provare dei sentimenti positivi nei confronti dell'umanità. La stessa umanità che mi disgusta e mi deprime quando la associo invece a tutte le problematiche di cui sopra.
Dedicarsi alla scienza, all'arte o allo sport in modo sano (lo so che esistono torti e cattiverie dappertutto, purtroppo) credo che elevi l'essere umano, lo valorizzi e lo tenga lontano dalle follie che hanno rovinato il mondo in cui viviamo.
Credo che preferirei incoraggiare un giovane a dedicarsi a una di queste cose, piuttosto che spingerlo a occuparsi della risoluzione dei guai del mondo.
Linciatemi pure per averlo scritto, ma in fondo non è che io mi disinteressi di quel che mi accade intorno, anzi: per me la trasgressione più folle consiste nel comprare il caffè Nespresso o una bottiglietta di Coca Cola da McDonald's.
Il punto è che se la maggior parte dei giovani si dedicasse anima e corpo a scienza-arte-sport non rimarrebbe abbastanza gente disponibile per trafficare armi, inquinare il pianeta o corrompere il presidente. E l'umanità evolverebbe davvero in qualcosa di meglio.

Recentemente, alla notizia che su Marte è stata trovata l'acqua, ci sono state vibrate proteste da parte di chi commentava: "Quanti soldi avete speso per scoprire l'acqua su Marte? Non potevate dare da bere ai Paesi assetati, invece?"
A parte che le tecniche di purificazione ed estrazione dell'acqua derivano dalla ricerca scientifica, e che se la si abolisce perché "costa troppo" si buttano via possibilità infinite di creare qualcosa che aiuti chi ha bisogno.
A parte che non è un segreto, che multinazionali come la Coca Cola non si siano fatte problemi ad assetare interi villaggi, o che la Nestlé voglia privatizzare l'acqua con la scusa di "proteggerla", ma a nessuno di questi intelligentoni che vorrebbero eliminare la ricerca spaziale viene in mente di rinunciare alle bibite o ai cereali per la colazione.

Una volta ho letto un aneddoto, che purtroppo non riesco a ricostruire con nomi e date.
Raccontava di un re che, durante una pestilenza in cui morivano a migliaia, continuava a sovvenzionare uno scienziato che "giocava" con le lenti di un telescopio. Gli furono inviate serie rimostranze: con il gran bisogno di aiuto che aveva il popolo che stava morendo di malattia, lui sprecava soldi regalandoli a un tizio che si divertiva a osservare il cielo e i pianeti. Non era un'assurdità? Mah, insomma... Considerando che grazie al "gioco" delle lenti poi è stato inventato il microscopio con cui sono state studiate le malattie e trovate cure che permettessero al popolo di vivere meglio e più a lungo, però, direi di no. No, non era un'assurdità.

E l'arte? Non so più chi ha detto (oggi non è la giornata in cui riesco a recuperare i riferimenti) che l'arte andava portata avanti anche in tempo di guerra, perché altrimenti cosa c'era da difendere, per cosa valeva la pena superare la guerra?
L'arte, intesa come bellezza (scrittura, pittura, disegno, fotografia, film, musica, scultura, giardini, moda, danza...), intesa come espressione della creatività, è una cosa che fa bene, che ha la capacità di rendere sereni, soddisfatti, che può farci sognare, che ci fa desiderare di diventare migliori, di creare qualcosa di meglio. Ce n'è per tutti. E se siamo impegnati a creare qualcosa di bello, come possiamo allo stesso tempo pensare a distruggere?

Idem per quello che riguarda lo sport: ciascuno ha dentro di sé un linguaggio positivo nel quale esprimersi: la scienza, l'arte o lo sport sono solo tre grandi categorie (e magari ce ne sono anche altre) e penso seriamente che incoraggiare sin da piccoli a esplorarle possa condurre a un mondo migliore e con meno problemi, possa insegnare a guardare lontano, a vedere e immaginare cose e possibilità sempre più ampie, e a trovare il modo per realizzarle.
Quando quest'estate vedevo le immagini mandate da Samanta Cristoforetti pensavo: "Wow, guarda cosa c'è là fuori. E noi siamo qui a guardare astiosi nel giardino/balcone del vicino, a litigare per un pezzetto di terra, a inventare frontiere invalicabili... quando di invalicabile non c'è nemmeno lo Spazio sopra le nostre teste."

venerdì 24 aprile 2015

Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. Ci ho messo una vita a farmele. [Anna Magnani]

 
Cr: E niente, pensavo che, alla mia età, forse è il caso di cominciare a pensare alle rughe. 

Ch: Età? Rughe? Ma io ho un anno in più di te, se devi cominciare a pensarci tu, direi che devo cominciare a pensarci anch'io! 

Cr: Benissimo, pensiamoci insieme!

Ch: Per me va bene... Ma come si fa a pensare alle rughe? 

Cr: Uhm, vediamo. Ecco: pensa alle rughe... ci stai pensando?

Ch: ... Sì ...

Cr: Anch'io! Fatto! Visto? Non era difficile. 

venerdì 17 aprile 2015

The Dumpster would have better food in it. [Ilona Andrews]


- Ti ho scritto su Whatsapp, ma non mi hai risposto. Ho anche provato a chiamarti, ma niente. Si può sapere cosa stavi facendo?

- Veramente stavo facendo i compiti. Cosa volevi chiedermi?

- Se ti piace la Cherry Coke, ma fa niente, ormai è tardi, non l'ho comprata.

- Perché? Perché no?

- Ah, ti piace? Non ero sicura, e siccome a me fa schifo e a M pure, non volevo rischiare di trovarci in casa una bottiglia di quella roba che poi magari non piaceva neppure a te. 

- A me? Ma certo che mi piace, è ovvio che mi piace, è una Cola! 

- Ma non è una Cola normale, è una Cherry Cola, è Cola alla ciliegia, guarda: fa veramente schifo, magari davvero non piaceva neppure a te.

- Scherzi, vero? Mi piaceva di sicuro. Facciamo così, ricordati questo d'ora in poi: se è una schifezza, a me piace. 

mercoledì 11 marzo 2015

Due cose belle ha il mondo: amore e morte. [Giacomo Leopardi]


Ce: E devo imparare i verbi. I verbi sono difficili! 

Ch: È vero, sono difficili, ma li imparerai. Adesso ne proviamo qualcuno insieme, okay?

Ce: Okay.

Ch: Per esempio: proviamo con il verbo pulire. Vedo che qui lo hai sbagliato. Me lo sai coniugare al presente?

Ce: Io puliscio, tu pulischi, lui pul-

Ch: Stop, frena: io pulisco, tu pulisci, lui...?

Ce: Pulisce?

Ch: Ottimo! Poi?

Ce: Noi pulisciam-

Ch: Noi puliamo, voi...?

Ce: Pulite?

Ch: Giusto. Loro?

Ce: Pulon- no. Puliscion- no, aspetta. Puliscono!

Ch: Esatto, ce l'hai fatta. Proviamone un altro, sempre irregolare. Questo è difficile: morire.

Ce: Io muoio, tu muori, lei muore, noi moriamo, voi morite, loro muoiono.

Ch: ...

Ce: Ho sbagliato?

Ch: Ehm, no. Tutto giusto.

Ce: Lo provo al passato remoto?

Ch: Sì, buona idea, provalo al passato rem-

Ce: Io morii, tu moristi, lei morì, noi morimmo, voi moriste, loro morirono. Giusto?

Ch: *cough* Perfetto.

Ce: Dovrei provare anche il congiuntivo.

Ch: Eh, il congiuntivo è difficile, vediamo come te la cav-

Ce: Che io muoia, che tu muoia, che lei muoia, che noi moriamo, che voi moriate, che loro muoiano. Giusto?

Ch: Giusto, sì. Trovo la cosa abbastanza inquietante, ma è tutto giusto.

Ce: È un verbo utile. 


sabato 31 gennaio 2015

Pourquoi tant de cadeaux? [Jean-Louis Fournier]


- Allora stasera ci vediamo alle 7.00 a H. Platz, e poi andiamo insieme al ristorante indiano, per festeggiare il mio compleanno. D'accordo? 

- Sì, va bene. Ti ricordi però che in quel posto non accettano la carta, vogliono essere pagati esclusivamente in contanti? 

- Sì, mi ricordo. 

- Hai soldi? No, perché io ho fatto benzina e li ho finiti. 

- Ne ho, tranquillo. 

- Uh, sei passata in banca a prelevare? Me ne dai un po'?

- Frena. Non sono passata in banca, non ne avrei avuto il tempo oggi. Proprio per questo motivo stamattina prima di uscire di casa ho preso un po' di risparmi da mio porcellino. 

- Il porcellino? 

- Ma sì, è un modo simpatico per chiamare quel barattolo dove tengo i soldi delle ripetizioni, apposta per occasioni particolari. Certo, di solito preferisco metterne da parte un po' e poi comprare qualcosa di carino, ma per stasera andranno bene. 

- Ottimo, allora siamo a posto. 

- Beh, naturalmente voi portatemi dei bei regali! 

- Come, regali? Non è la cena, il regalo? 

- ??? Ma se me la pago io?! 

- Ah, va beh, ma io pensavo... Va beh, poi nei prossimi giorni prenditi qualcosa da parte mia. Per oggi... Buon compleanno!! 

- ...

30 gennaio: 
HAPPY BIRTHDAY TO ME!

lunedì 26 gennaio 2015

Now blow the candles out, my dear, and make your wish come true! [Alice in Wonderland]


- Visto che venerdì prossimo è ill mio compleanno, pensavo di chiedere a te e L. di andare a cena al ristorante indiano. Vi va? 

- Uhm. Penso di sì, ma...

- ...Ma? 

- Tu cosa fai? Vieni con noi?


lunedì 19 gennaio 2015

Gesù è l'unico amico


Loro dicono che il Male c'è, ma Dio ci ha fatto il regalo più bello del mondo, che è la nostra libera volontà. Noi possiamo liberamente fare quello che ci ordina Dio o quello che ci suggerisce il diavolo, e se poi andiamo all'inferno è proprio perché non siamo stati creati come schiavi ma come uomini liberi, solo che abbiamo usato male della nostra libertà, e quelli sono fatti nostri.
[...]
Ma chi l'ha detto che la libertà è un regalo? Ovvero, stai attento a non confondere le cose. I nostri compagni in montagna stanno combattendo per la libertà, ma è la libertà contro altri uomini che volevano trasformarci in tante macchinette. La libertà è una cosa bella tra uomo e uomo, tu non hai il diritto di farmi fare e pensare quello che vuoi tu. E poi i nostri compagni erano liberi di decidere se andare in montagna o imboscarsi da qualche parte. Ma la libertà che mi ha dato Dio, che libertà è? È la libertà di andare in paradiso o all'inferno, senza vie di mezzo. Tu nasci e sei obbligato a giocare questa partita a briscola, e se la perdi soffri per tutta l'eternità. E se io questa partita non la volessi giocare? Il Crapone, che tra tante cose cattive qualcosa di buono avrà pur fatto, aveva proibito il gioco d'azzardo, perché sono posti dove la gente viene tentata e poi si rovina. E non vale dire che uno è libero di andarci o no. Meglio non indurre la gente in tentazione. E invece Dio ci ha creati liberi e debolissimi, esposti alle tentazioni. Ma è un regalo questo? È come se ti buttassi giù da quella scarpata e ti dicessi stai tranquillo, tu hai la libertà di afferrarti a qualche arbusto e risalire, oppure lasciarti rotolare giù sino a che ti riduci come la carne macinata che mangiano ad Alba. Tu potresti dirmi, ma perché mi hai buttato giù, che stavo tanto bene qui?  E io ti rispondo: per provare se eri bravo. Bello scherzo. Tu non volevi provare di essere bravo, ti contentavi se non cadevi.
[...]
Dio è cattivo. Perché i preti ti dicono che Dio è buono? Perché ci ha creato. Ma questa è proprio la prova che è cattivo. Dio non ha il Male come noi abbiamo il mal di testa, Dio è il Male. [...] Guarda che se pensi che Dio è cattivo tutto il problema del Male diventa chiarissimo.
[...]
Gesù è l'unica prova che almeno noi uomini sappiamo essere buoni. A dirtela tutta, non sono sicuro che Gesù fosse il figlio di Dio, perché come potesse nascere una buona pasta così da un padre di tanta cattiveria non me ne so dar ragione. Non sono neppur sicuro che Gesù sia davvero esistito. Forse lo abbiamo inventato noi, ma proprio questo è il miracolo, che ci sia venuta in mente un'idea così bella. O forse è esistito, era il migliore di tutti, e diceva di essere il figlio di Dio per buon cuore, per convincerci che Dio fosse buono. Ma se ti leggi bene il vangelo ti accorgi che anche lui alla fine si era reso conto che Dio era cattivo: si spaventa nell'orto degli ulivi e chiede che passi da lui quel calice e nisba, Dio non gli dà ascolto; grida sulla croce padre mio perché mi hai abbandonato e nisba, Dio si era girato dall'altra parte. Però Gesù ci ha insegnato che cosa può fare un uomo per riparare alla cattiveria di Dio. Se Dio è cattivo cerchiamo almeno di essere buoni noi, di perdonarci a vicenda, di non farci del male, di curare gli ammalati, e di non vendicarci delle offese. Aiutiamoci tra di noi visto che quello non ci aiuta. Capisci come è stata grande l'idea di Gesù? Gesù è stato l'unico vero nemico di Dio, altro che il diavolo. Gesù è l'unico amico di noi poveri cristi.

[La Misteriosa Fiamma Della Regina Loana, Umberto Eco, pagg. 347-349]


venerdì 9 gennaio 2015

Let your memory lead you. [Memories - CATS]


- Uffa, mamma, le maniche di questo giaccone mi danno veramente fastidio! Hai detto che me le potevi sistemare, ma non lo hai mai fatto! 

- Beh, tu te ne ricordi sempre al mattino, poi ti metti il giaccone e te ne vai. Quando torni al pomeriggio, non ci pensi più, e nemmeno io. Ricordamelo quando ho abbastanza tempo per sistemarle e vedrai che lo faccio! 

- Ho un'idea migliore!

- Cioè?

- Ecco: oggi non fa così tanto freddo, posso mettermi l'altro giubbotto. Lascio il giaccone a casa e, per essere sicuro che tu te ne ricordi, ti metto un promemoria sul tavolo della cucina.

- È tardi, devi uscire per andare a scuola! Non hai tempo di metterti a scrivere un biglietto!

- Biglietto? Mica voglio scriverti un biglietto! Prendo la maschera di Scream e la appoggio qua, vicino al tuo laptop. Vedrai che lo spavento ti aiuterà a ricordare.


domenica 23 novembre 2014

With enough soap, you can blow up the whole world. [Chuch Palahniuk]


- Allora io vado a farmi la doccia. 

- Ottimo. Prendi la saponetta che ti ha regalato la nonna! Ha un profumo buonissimo, e poi è a base di alghe che "accendono il cervello"! 

- Ma cosa vuol dire che accendono il cervello, io non ho mica capito!

- Ah boh? Prova, e poi me lo saprai dire! Domani mattina hai l'esame, non c'è momento migliore di questo, per sperimentare le proprietà di questa mirabolante saponetta.

- Ho solo una domanda.

- Cosa?

- Ma devo farmi la doccia con questa? Cioè, voglio dire: com'è che si usa?

- Er... come si usa la saponetta?

- Sì! Voglio dire: è quadrata!

- ?!?!?

- Va beh, fa niente. In qualche modo farò. 




sabato 4 ottobre 2014

mercoledì 16 luglio 2014

Il y a des fleurs partout pour qui veut bien les voir. Henri Matisse


- Oh accidenti.

- Che succede? 

- Il negozio della fattoria oggi pomeriggio è chiuso.

- Cosa?!

- Eh, guarda il cartello: tutti i giorni dalle 7.00 alle 11.00 e dalle 15.00 alle 17.00 tranne il mercoledì... che è aperto solo al mattino.

- Cioè, mi stai dicendo che siamo venuti fin qui per niente?

- Beh, abbiamo pur sempre fatto un bel giro in bici, abbiamo visto i cavalli, le caprette, le mucche, abbiamo pedalato attraverso l'arboreto qua a fianco...

- Sì. Quindi in pratica ho pedalato sotto il sole cocente per venire in questo posto che puzza di cacca di mucca, e ci devo pure tornare domani perché adesso è chiuso?

- Uhm, sì. Però suggerisco di venire al mattino, c'è meno puzza la mattina.

- E come mai?

- Al pomeriggio fa sempre più caldo, e il caldo fa fermentare la cacca che puzza di più.

- ... Che bella immagine ...


martedì 15 luglio 2014

Es gab überhaupt keine Dinge in Grenouilles innerem Universum, sondern nur die Düfte von Dingen. [Patrick Süskind]


- Mamma, svelta, rispondimi! Come si fa a non puzzare?

- Er... Ci si lava?

- No, ma più veloce!

- In che senso, più veloce?

- Tra poco è pronto il pranzo, e si mangia pollo al forno, che è la squisitezza più sublime del mondo. E io puzzo! Non posso mica mangiare il pollo così!

- Capisco. Beh, allora puoi seguire questa semplice procedura: 1. ti levi la maglietta che indossi ininterrottamente da 3 giorni e 2 notti e la metti da lavare; 2. ti lavi le ascelle con acqua e sapone; 3. ti asciughi; 4. ti metti il deodorante; 5. indossi una maglietta pulita.

- ... ma farò in tempo?



venerdì 13 giugno 2014

His brain was simmering and bubbling within the cracking tenement of the skull. [James Joyce]


Oggi c'è un bel sole, ne approfitto per tagliare il prato alla casa vecchia, così nel week-end trasporto la falciatrice alla casa nuova e lunedì posso tagliare l'erba anche là. 
Oh, cavolo. La falciatrice ha bisogno di elettricità per funzionare, e ho dimenticato il cavo alla casa nuova! 
Va beh, poco male. La giornata è soleggiata, ma non eccessivamente calda. Faccio un salto in bicicletta a prendere il cavo. 
Già che ci sono, mi fermerò in farmacia a prendere delle pastiglie contro il mal di testa, che lo sento arrivare.
Avrò bisogno di portarmi una bottiglietta d'acqua, oppure meglio: Andrò nella farmacia più vicina alla casa nuova, così la testo. Tanto poi in tre minuti di bici sono a casa nuova e posso prendermi un bicchiere d'acqua per buttar giù la pasticca. 
Penso proprio a tutto. 
...
Ecco, presa la pastiglia! Appena in tempo, il mal di testa si sta davvero sviluppando. Senza Naprossene Sodico si prospettava una bruttissima giornata. 
Ora posso andare. 
Ah, no, aspetta: sto dimenticando la prolunga! 
Eccola qua, la arrotolo dentro nella borsina di cotone che mi sono portata all'uopo. 
Prima di uscire quasi quasi sposto il profumatore per ambiente allo zenzero e limone dal bagno all'ingresso. Questo fastidioso odore in ingresso proprio mi dà noia. Un misto di cane e fumo, per fortuna lieve, magari una volta verniciate le pareti di fresco se ne va, ma nel frattempo, perché non spostare la boccettina di vetro con i bastoncini di legno dentroooOOOOOPS!!! 
*CRASH* 
Accidenti, guarda che disastro. Ho fatto cadere la bottiglietta di vetro, ci sono frammenti ovunque e il pavimento è tutto bagnato di liquido profumato... Speriamo che non peggiori la situazione dell'odore in questo ambiente! 
Adesso pulisco tutto e me ne vado, prima di farmi venire qualche altra idea brillante. 
... 
Oh, giusto: devo prendere il cavo!