WE OWE IT TO EACH OTHER,
TO TELL STORIES.

Neil Gaiman

CARESS THE TALES
AND THEY WILL DREAM YOU REAL.

Nightwish

STORIES AND SONGS
ARE THE LANGUAGE OF THE HEART.

Stephen Lawhead


ALL STORIES ARE TRUE.
Patrick Rothfuss

A DREAMER IS ONE WHO CAN ONLY FIND HIS WAY BY MOONLIGHT,
AND HIS PUNISHMENT IS THAT HE SEES THE DAWN
BEFORE THE REST OF THE WORLD.
Oscar Wilde

THE CORE OF ALL LIFE
IS A LIMITLESS CHEST OF TALES.

Nightwish
ALL THE TRUTH IN THE WORLD
IS HELD IN STORIES.

Patrick Rothfuss
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martedì 11 settembre 2012

Non importa che tu sia leone o gazzella, l’importante è che tu cominci a correre.

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È ora di ricominciare a fare sul serio.

Dopo le vacanze estive, in cui ho poltrito abbastanza, ho ripreso a correre solo saltuariamente e la cosa non mi soddisfa.
Il fatto è che avendo portato a termine con successo l'absolute beginners training plan, ora non so più che fare della mia vita.
Cioè. Non mi interessa proseguire l'allenamento per diventare maratoneta, non ho il minimo desiderio di partecipare a una gara, il confronto con gli altri è forse la cosa più lontana dalla mia mente.

Quindi, che fare? Continuo a correre i miei bravi 5 km e basta? Oppure inserisco qualche modifica al programma?
Boh, il dubbio m'ha attanagliato per qualche settimana, e se a questo amletico dilemma aggiungiamo che ero in periodo di malavoglia cosmica(*), ecco spiegato perché sono andata a correre solo poche volte e con scarso entusiasmo.
Mi mancava un obiettivo, un programma, un... qualcosa. Tuttavia ero decisa a rimettermi a correre regolarmente, perché ho sperimentato che mi fa bene al corpo e allo spirito, perché ho scoperto che mi piace, perché voglio riprovare l'ebbrezza del runner's high, perché se un giorno inciampassi in un Gallifreiano con una scatola blu riuscirei a stargli dietro... insomma, ci sono un sacco di buoni motivi.

Così stamattina mi sono debitamente abbigliata [inciso: perché l'abbigliamento femminile per andare a correre è sempre aderente, attillato e pretenziosamente sexy? Molte femmine vanno a correre giusto perché non hanno misure da Miss Italia, e non è carino proprio per niente costringerle a mettere in evidenza i rotoli che ballonzolano. Ecco.] con le mie scarpette nuove, la mia maglietta nuova in tessuto iper-tecnologico e super-traspirante e il mio nuovo reggipetto sportivo, comodissimo anche perché riesco a incastrarci dentro l'mp3 - perdonate il dettaglio sconcio, ma ancora non mi sono procurata una banda da bicipite e da qualche parte 'sto mp3 deve pur stare.
Ho preso la bici e mi sono diretta alla solita Mauerweg (un giorno vi preparerò una bella mappa del percorso che seguo), e intanto dentro di me borbottavo e cogitavo.
Cogitavo talmente forte, che quando sono arrivata alla Mauerweg, invece di legare il velocipede e proseguire di corsa, sono andata avanti a pedalare.
Il progetto: 15 minuti di bici verso Sud, poi altri 15 verso Nord per tornare al punto di partenza; smontare da cavallo e proseguire di corsa per 1,5 km verso Nord per poi tornare con un altro 1,5km verso Sud e al punto di partenza. Questo per 2-3 volte la settimana, bel tempo permettendo. Poi a casa a giorni alterni mi occuperò privatamente di braccia e addominali.

Presa dall'euforia del nuovo, fantastico progetto, ho in realtà pedalato di buona lena per 45 minuti invece che 30, così quando ho poggiato i piedi a terra mi sono accorta che la consistenza dei muscoli degli arti inferiori era vagamente burrosa, ma incurante del dettaglio e scuotendo vigorosamente lontano dagli occhi le gocce di sudore mi sono messa a correre.
Ora confesserò che il 1,5 km di ritorno l'ho fatto camminando. Ho mantenuto un'andatura sostenuta per darmi un contegno, ma di correre non c'era verso. Tuttavia, tornata a casa, ho diligentemente completato il programma previsto per braccia e addominali.
Dopodiché avrei sbranato un cammello vivo, per fortuna non ce n'erano nei paraggi. Ma ho fiducia in questo nuovo progetto, promette endorfine a gogo.

(*) Qualche giorno fa ho utilizzato l'espressione malavoglia cosmica in una discussione su aNobii, e mi sono divertita perché alcune persone sul momento avevano creduto fosse il titolo di un libro che stavo leggendo. In effetti potrebbe benissimo essere l'argomento principale di un trattato di filosofia, devo tenerlo presente per il futuro, certe idee non bisogna lasciarle scappare!

venerdì 7 settembre 2012

He's like fire and ice and rage.

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Lo volete sapere davvero? No, lo chiedo perché alle volte la curiosità uccide i gatti. Io comunque ho avvisato.

Perché mi piace la serie Doctor Who?

È la storia di un alieno che si fa chiamare Il Dottore, unico sopravvissuto a una guerra tra il suo pianeta e una razza di scatolette di latta dotate di lucetta azzura, sturalavandini e frullino per le uova: i temibili Dalek.

Temibile Dalek con lucetta azzurra in mezzo 
alla fronte, sturalavandini incorporato al braccio destro
e frullino per le uova a sinistra.

Egli appartiene alla razza dei Signori del Tempo, creature con due cuori e la possibilità di osservare e conoscere tutto il tempo in un istante, una sorta di Aleph di Borges (riassunto: contemplare contemporaneamente l'inizio + il tutto + la fine).
Invece di morire, Il Dottore si rigenera e cambia aspetto, così al momento ha all'attivo undici facce differenti e supera i novecento anni d'età.

Gli undici aspetti del Dottore: a ogni rigenerazione sembra ringiovanire.

Il suo pianeta d'origine è esploso, quindi non ci può tornare; per fortuna gli è rimasto un peculiare mezzo di trasporto,

T.A.R.D.I.S. (Time and Relative Dimension in Space)
conosciuto come T.A.R.D.I.S. (Time and Relative Dimension in Space), ovvero una cabina telefonica di legno azzurro che in Inghilterra era un tempo utilizzata per le emergenze della polizia.

 
Questo, però, è solo l'aspetto esteriore di codesta navicella spaziale: ciò che la contraddistingue è l'interno, incredibilmente più spazioso di quanto il perimetro possa lasciare immaginare, e luccicante di marchingegni-leve-bottoni-monitor-eccetera. Oltre al centro di comando, pare che la T.A.R.D.I.S. ospiti nientemeno che una piscina, una biblioteca, camere da letto con letti a castello, guardaroba, ecc.

La T.A.R.D.I.S. è più grande all'interno!

Attenzione alle imitazioni:

Trastullo per felini domestici.





Questa non è la T.A.R.D.I.S.











Neppure questa, anche se tutti ne vorremmo una.

Libreria T.A.R.D.I.S.: sarà più grande all'interno?

Il Dottore possiede uno strumento indispensabile per aprire porte, o riparare aggeggi elettronici, o fare up-grade di vario genere a strumentazioni obsolete: il cacciavite sonico.

Cacciavite sonico, modello undicesimo Dottore.
Unicamente armato con tale gadget, Il Dottore viaggia in lungo e in largo attraverso l'Universo, con puntatine rapide anche in Universi paralleli, in qualunque tempo: passato o futuro, incurante di eventuali contraddizioni o battiti d'ali di farfalle varie, poiché, come dice lui, il tempo in realtà è "a big ball of wibbly wobbly timey wimey stuff" (intraducibile, ma ci proviamo: "una grossa palla di roba traballosa traballante e temporaleggiante").


E cosa fa, vorrete sapere voi, girovagando nell'Universo in cotal guisa? La risposta è: lo salva di continuo! Interviene in situazioni rigorosamente pericolose e/o moralmente sfidanti per rimettere a posto i "timey wimey" a rischio.
Nel corso delle sue avventure si imparano un sacco di cose utili: per esempio che è legittimo e sacrosanto avere paura del buio, dei mostri dentro l'armadio nelle camerette dei bambini, delle statue degli angeli, dei manichini nei negozi di abbigliamento e magari anche della gente che indossa maschere antigas.

Paurosissima statua. Non sbattete le palpebre o siete morti.

Quindi, per tornare in topic: perché mi sono appassionata a questa serie?

Sicuramente per i viaggi nel tempo, mica per niente sono venuta su a latte, corn-flakes e Ritorno al futuro. Da allora ho un certo debole per i vecchietti che guidano una macchina del tempo.
Altrettanto sicuramente per le avventure, l'azione, l'atmosfera surreale e improbabile, la nobiltà d'animo nel cercare sempre di fare la cosa giusta, i fallimenti, la fiducia nell'umanità.
Quello che mi ha davvero catturato, alla fine, non è stato Shakespeare, come inizialmente pensavo. Quantomeno, non solo Shakespeare. Certo che immedesimarmi in una viaggiatrice temporale che incontra e conosce Will dal vivo è stata un'illuminazione degna di nota.
In ogni caso, pensandoci bene, ho individuato la mia attrazione in un altro elemento, e cioè tutte quelle vite!
Cerco di spiegarmi meglio, ma non sarà facile farmi capire, perché si tratta di un sentimento che vibra molto in profondità.
Ho sempre avuto la sensazione che dentro di me ci fossero tante vite diverse, tante vite che richiedono tutte di essere vissute.
È una sorta di evoluzione del disturbo dissociativo di identità, in quanto la mia consapevolezza rimane immutata: sono sempre io, vorrei solo poter vivere tante vite diverse nello spazio di una sola. Dentro di me c'è la sensazione fortissima di una comprensione in prima persona di esperienze di vita che non appartengono alla mia "vita corrente". Io sono così tante persone e a volte sento la mancanza di qualcosa che in realtà non ho mai avuto, ma so perfettamente cosa si prova ad averlo. Una ricorrente sensazione di insoddisfazione, insomma, senza tuttavia che io possa affermare che la vita che conduco correntemente sia insoddisfacente, perché non lo è.

Ecco cosa questo show mi permette di sognare e sperimentare: la moltitudine di vite e di esperienze, vissute sempre dalla stessa persona, nel corso di un unico ciclo vitale (quindi serbandone la memoria intatta, a differenza di quanto teorizzato dai sostenitori della reincarnazione, che a ogni rinascita non permette di mantenere ricordi delle vite precedenti, se non, forse, a livello super-inconscio).

Di tanto in tanto mi ritrovo a invidiare le persone che hanno un concetto chiaro e definito della propria identità: sanno perfettamente chi sono, a cosa/chi hanno dedicato la propria vita, in cosa credono, cosa vogliono, come lo vogliono, eccetera. La mia invidia in genere ha vita breve: nemmeno nei miei pensieri riesco a sostenere la noia di una vita pre-ordinata, pre-fabbricata, pre-vedibile. E con questo non giudico nessuno e non mi sento migliore di nessun altro: siamo tutti diversi e ciò che è sacrosanto per qualcuno può tranquillamente essere inaccettabile per me e viceversa.
Tu sei tu e io sono io, e visto che io sono una sognatrice, continuerò a sognare.

giovedì 23 agosto 2012

“You see things and you say, ‘Why?’ But I dream things that never were and I say, ‘Why not’?” [George Bernard Shaw]

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"Tu vedi qualcosa e chiedi, "Perché?" Mentre io sogno cose che non esistono e dico, "Perché no?"

George Bernard Shaw la pensava così, e non è un approccio malvagio al regno dell'inventiva e della creatività. Tutt'altro. Concordo sicuramente con lui.

A volte però decido di essere creativa in un altro modo: vedo cose che già ci sono e dico, "Perché no?", il che sarebbe un mix delle due situazioni ipotizzate da Shaw.
Perché magari vedo qualcosa che mi piace e penso che invece di spendere soldi per avere quella cosa lì, me ne costruirò una da sola, e per questo semplice motivo mi piacerà mille volte di più!
Non è sempre vero al 100%, a volte le cose non mi riescono poi così bene, ma il concetto è chiaro, no?

Nell'ultimo periodo la mia ossessione è Il Dottore. Giuro, me lo sogno anche di notte!
Lo so, lo so: ho una certa età, dovrei darmi un contegno e non fangirleggiare in questo modo. Ma, ehi: "You're never too old to believe (in fairy-tales)" [cit. Labyrinth] e ci aggiungerei pure: "You are never too old [to set another goal or] to dream a new dream" [C.S. Lewis].

Così, visto che ho concupito il diario di River Song dal momento in cui è comparso in una puntata della serie, e considerato che mi ero riproposta di costruire qualche quadernino per un progetto in collaborazione con La Melograna, ho deciso di prendere i famosi due piccioni con una sola fava, e ho costruito questa roba qua:


Sarà la mia agenda nel 2013.
Diciamo che questo è uno dei casi in cui non sono soddisfatta al 100%. Il risultato è troppo discreto. Ma sarà carino vedere se qualcuno sospetta qualcosa.

lunedì 20 agosto 2012