WE OWE IT TO EACH OTHER,
TO TELL STORIES.

Neil Gaiman

CARESS THE TALES
AND THEY WILL DREAM YOU REAL.

Nightwish

STORIES AND SONGS
ARE THE LANGUAGE OF THE HEART.

Stephen Lawhead


ALL STORIES ARE TRUE.
Patrick Rothfuss

A DREAMER IS ONE WHO CAN ONLY FIND HIS WAY BY MOONLIGHT,
AND HIS PUNISHMENT IS THAT HE SEES THE DAWN
BEFORE THE REST OF THE WORLD.
Oscar Wilde

THE CORE OF ALL LIFE
IS A LIMITLESS CHEST OF TALES.

Nightwish
ALL THE TRUTH IN THE WORLD
IS HELD IN STORIES.

Patrick Rothfuss

giovedì 29 aprile 2010

All prophesies he denied.

Oggi ho fatto uno di quegli stupidi test su Facebook: "quale band metal ti rappresenta?"
Una Domanda Esistenziale, ca va sans dire.

Ecco cosa è risultato: Ti piace l'epico, il mito, l'atmosfera avventurosa e fantastica. Gli Ensiferum, a quanto pare, sono il gruppo viking metal che fa per te. I cori e le tastiere ti affascinano, i temi epici ti interessano tanto e probabilmente hai una gran passione per la birra, le locande medievali e le battaglie!

Er. Persino la passione per la birra è riuscito a far saltar fuori. Un piccolo dettaglio, tuttavia: chi cappero sono 'sti Ensiferum? Non credo di averli mai sentiti.
Cerchiamo di rimediare, è il momento di acculturarsi un po'.
Vado sul loro sito, eccolo QUA. Entro e vado diretta a vedere chi sono i membri della band, e magari scoprire di dove sono, anche se la dicitura viking metal mi puzza un po' di Scandinavia.
Scorro i nomi: Petri Lindroos, Markus Toivonen, Sami Hinkka, Janne Parviainen, Emmi Silvennoinen... chissà perché ho una premonizione: saranno mica finlandesi?! Passo alla storia della Band e... surprise, surprise! Ensiferum started its training in Jan 1996 at the Pasila Youth Center in Helsinki [...]. Et voilà: finlandesi.

Un ultima curiosità: che vuol dire il nome Ensiferum? Nella pagina della "storia" si narra del dí in cui Markus, in visita a casa di Sauli, trovò un dizionario di latino, tutto solo poverino, e lo prese in mano per saggiarne la consistenza (sì, sto abbellendo un po' l'aneddoto). Lo sfogliò casualmente e lo aprì dove capitò, leggendo quindi ad alta voce il primo vocabolo che gli saltasse all'occhio. Indovinato? Era "ensiferum", che lo colpì molto come termine, nonché per il significato.
Orbene. E che vorrà mai dire? Qui hanno addirittura lasciato i puntini di sospensione, sarà qualcosa di proibito? Di piccante?? Di illegale???

Non sto più in me dalla curiosità.

Per prima cosa vado su Dizionario Latino punto com e provo a cercare la parola "ensiferum".
Copio-incollo il risultato: La ricerca di ensiferum non ha prodotto alcun risultato.
Uff. E come avrà fatto un finlandese a trovare 'sta parola? Il dizionario latino-finlandese forse ha le forme già declinate... ma chi se lo ricorda, il latino?
Rimugino.
Voglio dire. Io sono italiana. La mia lingua madre deriva direttamente dal latino, se ce l'ha fatta un finlandese, la cui lingua contiene più accenti ostrogoti di lettere nell'alfabeto, devo arrivarci anche io, è una questione di orgoglio nazionale.
La parte finale della parola, "ferum", mi fa pensare a "fero", che sta per "porto". Tipo: "Lucifero" significa "portatore di luce", quindi secondo me "ensiferum" è qualcuno che porta qualcosa, ma cosa?
Provo "ensus", non esiste. Provo "ensi", neppure. E ma qui si fa mattina.
Come capsita finivano le declinazioni dei sostantivi? C'era la prima, rosa, rosae... "ensa"? Mmmmmhhh, mi par brutto, ma proviamo. Nada.
La seconda? Boh, mi pare finisssero in -um, o -us... proviamo, dai. Nein. Né "ensum", "ensus" l'ho già provato prima.
Argh, si fa dura. Chi se le ricorda, le altre?
La quarta, faceva -us anche lei, mi pare, la terza era un'accozzaglia indegna di eccezioni, se devo provarle tutte non mi passa più.
La quinta? La quinta... aspetta, ci sono. Nel nome "Lucifero", la prima parte deriva da "Lux, lucis", che non è per caso della quinta? E non era della quinta forse anche "Res, rei"? Vediamo se il mio fido dizionario conosce il vocabolo "ensis"... nooooo, ma sono un genio!! Non solo esiste, ma ha anche un significato acconcio all'uopo: significa "spada".
Quindi "ensiferum" vuol dire "portatore di spada". Epico!!

... Mi viene un'idea. Magari su Wikipedia c'è scritto. Vado a controllare. Ecco, appunto.
Cito: Il nome "Ensiferum" è un vocabolo latino che significa letteralmente "portatore di spada".

Ehm, cough, cough.
Okay, ricomponiamoci. Non bisogna mica essere furbi per legge, no? E poi, non ho ancora sentito neppure un brano di 'sti giovanotti finnici.
Vado su You Tube. Uh, il titolo di questa canzone è interessante, "Smoking Ruins". Forse il cantante ha le corde vocali piene di polipi, ma in fondo non mi dispiace: la melodia è gradevole e il suo ruggito è un buon contrasto.
La voce "da oltretomba" che preferisco è sempre quella del cantante dei Draconian, che non sono finlandesi, ma svedesi. Sempre Vichinghi, in effetti.

Ogni tanto mi figuro la scena: io che cammino beata lungo la strada con gli auricolari, mentre una di queste voci tanto growl mi sputano accordi nelle orecchie.
Passo accanto alle panchine del parco dove, con sguardi beati e sereni le anziane signore siedono al tepore dei raggi del sole, e aspettano indisturbate che esso (il sole) compia il suo giro.
Mi rivolgono pure il sorriso e io, che non so resistere a una vechietta sorridente, chino il capo e sorrido a mia volta.
Nel farlo, però, strappo inavvertitamente il cavetto dal telefono, che comincia subito a sparare attraverso il microfono una canzone degli Ensiferum a tutto volume.
Il sorriso della vecchietta si trasforma immediatamente in una smorfia di orrore, le cadono persino gli occhiali e le si disfa lo chignon.
Comincia a temere che la squarterò seduta stante per sacrificarla al dio del metal. Grida, chiama la polizia, arrivano degli omaccioni in tenuta antisommossa, il cane sta facendo pipì in braccio alla vecchietta che continua a strillare, qualcuno lancia un petardino nel cestino della spazzatura, che esplode in bagliori rossastri subito seguiti dai fumi dei lacrimogeni...

Bene, forse mi sto lasciando prendere la mano. Ehi, questa musica è proprio epica!

mercoledì 28 aprile 2010

Share with me this dance

.
Zwei Dinge sollen Kinder
von ihren Eltern bekommen:



Wurzeln und Flügel

[J.W. Goethe]

martedì 27 aprile 2010

Abbiamo sogni, però troppo grandi e belli, sai.

.
UUUFFAAA...
... e in una sola parola intendo riassumere la noia, il fastidio, la sfiducia, l'impossibilità, la rabbia, l'impotenza, la caducità, la ribellione, l'esasperazione, la fuga, l'ansia, la claustrofobia, la gabbia, la rassegnazione, la tristezza, la depressione, il torbido, la costrizione, l'ineluttabilità, la morte.

Perché solo di due cose ci può essere certezza al mondo. Una à la morte. E l'altra, sono le tasse.

lunedì 26 aprile 2010

Sure I can speak whale!

.



... Perché quando una è sveglia, è sveglia!

Stamattina ho riesumato l'incombenza dello scorso venerdì, ma per andare sul sicuro prima di spengnere il pc mi sono detta: suvvia, controlliamo ancora una volta orari e indirizzi sul sito.

(Per chi non avesse voglia di sciropparsi il post di venerdì scorso, faccio un riassunto veloce: venerdì mi sono recata - dopo varie peripezie - presso un ufficio comunale, che però non era dove doveva stare e per di più era chiuso).


Cosa scopro, in meno di dieci secondi e con somma gioia, tripudio e - decisamente - SORPRESA?
Che i moduli che mi servono possono essere scaricati e stampati comodamente da casa!

Se fossi Sailor Moon mi apparirebbe una gocciolona di sudore in prossimità della fronte, grossa come un camion. Ma si può essere più frescone di così? Per una volta che il mondo tecnologico volge a mio favore, io lo ignoro bellamente!
Beh, per fortuna mi sono ravveduta in tempo: ho prontamente stampato i fogli incriminati e adesso ho la mattina libera (si fa per dire, naturalmente, ma schivare la burocrazia è una sensazione di assoluto tripudio, che va condivisa).

domenica 25 aprile 2010

Riepilogo della Domenica

Al termine di una domenica tranquilla, trascorsa a leggere in giardino godendo del tepore dei primi raggi caldi del sole, mi stiracchio e faccio un riepiloghino.

- I believed you were my saviour in my time of need -> dalla canzone "Angels" by Within Temptation;

- For ten long years he'll count the days -> dalla canzone "Over the hills and far away", by Gary Moore;

- Only human -> omonima canzone, by Damh the Bard;

- Nothing's what it seems to be -> dalla canzone "Replica", by Sonata Arctica;

- Ogni volta è sempre un colpo all'anima -> dalla canzone "Un colpo all'anima", by Ligabue;

- Unwakupi e`cela e wiconi wanji unmakainapi ta yelo -> dalla canzone "Creek Mary's Blood", by Nightwish (e vuol dire: il solo debito che abbiamo è una vita per la Madre [Terra])

E ora vi saluto, augurandovi una buona settimana.

sabato 24 aprile 2010

Unwakupi e`cela e wiconi wanji unmakainapi ta yelo

Oggi pomeriggio sono stata alla libreria Nimmersatt, a Berlino. Guardate QUI cosa dicono! Dicono che l'autrice italiana Chiara De Giorgi (che sarei io - ehm, ehm) leggerà delle storie dal suo libro Muraco, Sisika e l'Acchiappasogni.
Abbiamo avuto poco tempo per pubblicizzare l'evento, in più si trattava di una lettura in italiano, a Berlino. Per questo motivo, SETTE bambini presenti (okay, togliamone pure uno dal conteggio: Luca non conta!). Quindi, dicevo: SEI bambini presenti è un ottimo risultato, io personalmente più di tre compreso mio figlio non mi aspettavo, e invece!
La libreria è piccolina, e oggi con la mia presenza ha inaugurato la sezione libri italiani.
Io e i bambini ci siamo seduti in cerchio sul lenzuolone pitturato di cui ho parlato qualche post fa.
A ogni bambino ho regalato una piumetta colorata, io stessa ne avevo infilate tra i capelli e mi ero addirittura fatta le treccine (che, con i capelli "corti" da topo che mi ritrovo al momento, è stata un'impresa!), nonché dipinta delle strisce colorate sulle guance. Avevo anche recuperato degli orecchini fatti con piccolissime piumette blu e indossavo una maglietta un pochino etnica, con disegni vagamente tribali realizzati in paillettes. In sottofondo, musiche tradizionali pellerossa ci facevano compagnia. Il risultato era ottimo per l'occasione, me lo dico da sola!

Ho raccontato a grandi linee la storia, mostrando i disegni.
Poi ho fatto scegliere ai bambini quale, tra le varie leggende proposte, avrebbero voluto ascoltare. Ne hanno scelte due: "La Danza del Bisonte" e "Come i Bisonti Vennero sulla Terra". Evidentemente ce l'avevano con i bisonti.
Alla fine ho spiegato loro cosa è un acchiappasogni e poi abbiamo concluso.
Le bambine si sono fatte infilare la piumetta nell'elastico per capelli, poi sono rimaste a sfogliare il libro.
Nel frattempo i "grandi" si rifocillavano con biscottini e caffè.

La ragazza che gestisce la libreria era entusiasta anche se non ha capito una parola, mi ha anche chiesto la disponibilità per organizzare dei laboratori a settembre.

Che bello, sono contenta. È stata una bella esperienza, mi sono divertita e penso di riuscire a fare ancora meglio le prossime volte.

venerdì 23 aprile 2010

Ogni volta è sempre un colpo all'anima

Recentemente è riaffiorato un buffo ricordo di quando S. era piccolina.
Aveva 5 anni, un caschetto biondo e un paio di occhi azzurro pervinca in mezzo a due guanciotte morbidose.
Quel giorno stavo male, non ricordo i dettagli ma avevo deciso di rimanere a letto senza neppure uscire di casa per accompagnarla all'asilo.

La mamma va a fare la nanna, adesso. Fai la brava, okay?
'key. Posso guardare una videocassetta?
Va bene, te la metto. Dimmi cosa vuoi vedere.
SetteSposePerSetteFratelli!
ANCORA? Ma sei sicura?
Sìsìsì!
D'accordo, ecco qua.


La mamma se ne va a letto e piomba in un sonno profondo.
La bambina finisce di guardare il musical e spegne il viedoregistratore. Appare l'immagine del programma televisivo che sta passando in quel momento: una televendita. Si tratta di una nota casa produttrice di materassi e reti ortopediche, che all'ordine aggiunge, complice il sorriso smagliante di una graziosa signorina, un coprimaterasso in lana merinos e due guanciali in piume di struzzo argentino, nonché una trapunta in pura oca norvegese.
La bambina osserva incantata tutto quel tripudio di merci pregiate, la sua coscienza ecologista non si è ancora risvegliata e poco le cale delle oche norvegesi o dei poveri struzzi argentini spiumati senza pudicizia.
China la testa di lato con espressione interrogativa, allorché una signorina dal dolcissimo sorriso la invita a non attendere oltre e comporre seduta stante il numero telefonico in sovraimpressione.

Telefonare non è complicato. La bambina prontamente obbedisce.

*** Buongiorno! Posso aiutarla?
Ehm, non lo so.Ma chi parla?
Io, S.
Uhm, e la mamma dov'è?
Oh, la mia mamma è a letto ammalata.
Capisco. E tu, perché hai telefonato?
Beh, la TV ha detto: "chiama subito!" e io ho chiamato.
Er... Brava, ma adesso metti giù, okay?
Bah, okay. Se lo dici tu.


Dopo questa esperienza la bambina è un po' perplessa e decide di andare a chiedere lumi alla madre: ma cosa vogliono, prima mi dicono di chiamare e poi mi dicono di mettere giù?!. La quale madre, con i neuroni arrostiti dalla febrre, ci mette un bel po' a capire cosa è successo e scoppiare in una grassa e sonora risata. Che rende la bambina ancora più perplessa.

I grandi, non hanno mica tutte le rotelle a posto.