WE OWE IT TO EACH OTHER,
TO TELL STORIES.

Neil Gaiman

CARESS THE TALES
AND THEY WILL DREAM YOU REAL.

Nightwish

STORIES AND SONGS
ARE THE LANGUAGE OF THE HEART.

Stephen Lawhead


ALL STORIES ARE TRUE.
Patrick Rothfuss

A DREAMER IS ONE WHO CAN ONLY FIND HIS WAY BY MOONLIGHT,
AND HIS PUNISHMENT IS THAT HE SEES THE DAWN
BEFORE THE REST OF THE WORLD.
Oscar Wilde

THE CORE OF ALL LIFE
IS A LIMITLESS CHEST OF TALES.

Nightwish
ALL THE TRUTH IN THE WORLD
IS HELD IN STORIES.

Patrick Rothfuss

giovedì 12 aprile 2012

Non avete parlato turco, no.

.
Ma che colpa ne abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io nell'accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. 

[Luigi Pirandello - Uno, nessuno e centomila]

We are more trouble than we’re worth.

.


attend you now 
to what I say. 
you are the mortal, 
I the fae.



thus moves the moon now when I look above, 
there is no glimmer of the light I love.  
instead, all like a flower unfurled, 
her face shines on your mortal world. 
now all your mortal maidens sigh, 
for she is fully in my sky.





Beloved by both the Fae and men.
Our moon’s a merry wanderer then?




   not so. a traveler, yes. a wanderer, no. 
she moves but cannot freely go. 
this shaper of the dark and changing eye 
stretched out his hand against the pure black sky. 
he pulled the moon, but could not make her stay. 
so now she moves ’twixt mortal and the fae.



you have your tale. your who and how. 
there is a final secret now. 
so all your owlish listening lend. 
this is the part on which you must attend. 


the moon has our two worlds beguiled,
like parents clutching at a child,
pulling at her, to and fro,
neither willing to let go.
when she is torn, half in your sky,
you see how far apart we lie.

no matter how we long to kiss, 
the space between us is not ripe for this. 
and when your moon is waxing full, 
all of faerie feels the pull. 

she draws us close to you, so bright.
and now a visit for a night 
is easier than walking through a door 
or stepping off a ship that’s near the shore.


’twas thus while wandering
in the wild, 
you found Felurian,
manling child. 

And this is true of any fae? 

have they the will,
and know the way. 


there are a thousand half-cracked doors 
that lead between my world and yours. 



How have I never heard of this?
It seems it would be hard to miss,
Fae dancing on the mortal grass. . .


but has not just this come to pass? 
the world is wide and time is long, 
but still you say you heard my song 
before you saw me singing there, 
brushing moonlight through my hair. 

Still, it seems I should have seen
more signs of those who walk between.


most fae are sly and subtle folk
who step as soft as chimney smoke.
some go among your kind enshaedn,
glamoured as a pack mule laden,
or wearing gowns to fit a queen.
we know enough to not be seen.



many of the darker sort
would love to use you for their sport.
what keeps these from moonlit trespass?



iron, fire, mirror-glass.
elm and ash and copper knives,
solid-hearted farmer’s wives
who know the rules of games we play
and give us bread to keep away.
but worst of all, my people dread
the portion of our power we shed
when we set foot on mortal earth.

We are more trouble than we’re worth.

while she is full you may still laugh,
but know there is a darker half.
a clever mortal fears the night
without a hint of sweet moonlight.

on such a night, each step you take
might catch you in the dark moon’s wake,
and pull you all unwitting into fae
where you will have no choice but stay.

and on such unfamiliar ground,
how can a mortal help but drown?

I do this so you cannot help but hear.
a wise man views a moonless night with fear.

[The Wise Man's Fear, Patick Rothfuss]

venerdì 6 aprile 2012

Art is the only way to run away without leaving home. [Twyla Tharp]

. 
A volte mi sveglio con il cervello che ribolle e le mani che prudono, da tanto mi scappa di essere creativa.
Mi scappa talmente forte, che non riesco proprio a tenermi.
E allora devo esprimermi, altrimenti va a finire che tutta quella smania si incanala nel condotto sbagliato e sono cavoli. Perché mi viene il mal di testa; perché cucino schifezze; perché rovescio la bottiglia di aceto sulla moquette; perché esco di casa senza fazzoletto e appena sono sulla metro mi cola il naso... robe così, insomma.
Spesso, poi, capita che l'ebollizione della materia grigia si espanda senza freni e a un progetto se ne accavalli un altro, a un'idea si sovrapponga un'iluminazione, a un'intuizione un'ispirazione... e non riesco a fermarmi!
Così ieri, nel bel mezzo di una settimana di creatività esplosiva, ho steso un foglio di giornale sul tavolo della cucina e ci ho appoggiato sopra una piccola tela 30x30 cm.
Poi ci ho appoggiato sopra la sagoma di un albero spoglio, ritagliata il giorno prima con le forbicette per le unghie dal cartoncino della confezione dei cereali.
Poi ho sgraffignato la tavolozza di legno dalle attrezzature scolastiche di Luca; un tubetto di colore acrilico rosso e un pezzo di spugnetta avanzato da qualche esplosione creativa precedente.

Per farla breve e non tediare nessuno con i dettagli, il risultato è nella foto, ritratto in posa sul termosifone, mentre asciugava.
Ora sta appeso in cima alle scale che dal piano terra salgono al primo piano, dice che si trova bene e io mi sento più leggera.


giovedì 29 marzo 2012

Time is free, but it's priceless. [Harvey MacKey]

Quando hai mille attività, che per la maggior parte si svolgono entro le mura di casa;

Quando hai prole e consorte che periodicamente (e rigorosamente a turno) cadono ammalati;

quando, insomma, non hai pressoché mai l'opportunità di ritrovarti a casa da sola...

Capita che una mattina, di punto in bianco, ti rendi conto che il silenzio è diverso, è un po' vuoto.

Che il ticchettio degli orologi da parete riecheggia da una stanza all'altra.

Che persino lo sciacquone del water tace.

Sei a casa da sola.

Lasci che la consapevolezza di un tale evento ti scivoli attorno e ti aderisca addosso come una seconda, elettrizzante, nuova pelle.

Sollevi uno sguardo complice verso l'orologio ticchettante e dentro di te senti risuonare il tic-toc con una nuova voce, dice: ora di fare selvagge follie!

... Poi ti aggiri come un'anima in pena in giro per la casa, alla ricerca di qualcosa di abbastanza selvaggio e folle da compiere nelle prossime quattro ore - tanto durerà questo inatteso momento.
Alla fine tiri un sospiro che è per metà di sollievo e per metà per riempirti di coraggio.

Hai deciso: condividerai il tuo magico spazio con un libro e il forno.
 
Al termine delle quattro ore - anzi: TRE, c'è stato un disguido - ti ritrovi con una forma di pane calda e fragrante a forma di coniglio e 200 pagine più avanti nella lettura di "The Wise Man's Fear". Ecco.

martedì 20 marzo 2012

'Tis healthy to be sick sometimes. [Henry David Thoreau]

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Lunedì. 

 - Ehi, Luca! Guarda cosa ti ho portato!

- Hemb? Cos'è?

 - Sono fazzolettini di carta profumati al mentolo.

 - Oh, davvero? BaledizioDe, DoD seDto DieDte coD questo raffreddore terribbbbb... ETCIÙÙÙ!

- Ecco, tieni! Provane uno!

- PRRRRRR! Grazie BaBBa! Tu sei seBpre così geDtile coD Be! PeDsi seBre a tutto! DoD so proprio coBe farei seDza di te! Adesso Bi hai aDche coBprato i fazzolettiDi al BeDtoooo... ETCIÙÙÙ! PRRRRRR! BeDo Bale che ci sei tu! E poi...

- Va bene, va bene. Adesso dormi un po'.  

Mercoledì.

- Ciao Luca! Sono contenta di vedere che finalmente stai meglio!

- Oh, sì, molto meglio, grazie. A proposito: ho trovato un utilizzo perfetto per quei fazzolettini profumati che mi hai comprato!

 - ...?

- Li ho messi nel cassetto delle mutande, così adesso quando lo apro esce un buon profumo di mentolo! 
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venerdì 16 marzo 2012

It's hard to beat a person that never gives up. [Babe Ruth]

E così ho alfine cominciato a correre!
Dopo settimane di elucubrazioni, l'acquisto di un paio di scarpe adatte e un'infinita raccolta di briciole di coraggio e motivazione, finalmente oggi è stato il giorno UNO!
Anche se non è lunedì, esatto, a me non importa cominciare di lunedì. Oggi c'è un bel sole, sembra primavera, gli uccellini cinguettano, il gatto Fritz è venuto a trovarmi... e insomma era una buona giornata da associare all'inizio di questa cosa, che non mi è mai piaciuto fare ma che spero invece di imparare a fare volentieri e di continuare per molto tempo. Non potevo mica cominciare con il cielo coperto e triste e gli uccellini tutti rintanati, no?
E poi, era anche ora, visto che la dieta cominciata il 5 marzo (quello sì, un lunedì, ma non ci sono giorni meglio o peggio per iniziare a stare a stecchetto, temo) mi ha fatto perdere un chilo e mezzo e continua a girarci intorno: due etti su, due etti giù... speriamo di aver sbloccato qualcosa con questa corsetta!

Ho un programma preciso per le prossime due settimane, poi in realtà ho anche quello per le seguenti sei, ma non l'ho ancora guardato, mi mette paura!
Oggi l'ultimo minuto è stato tragico, ma non ho barato di nemmeno un secondo!
Non riesco veramente a immaginare che ci possa essere nel mio futuro un giorno in cui riuscirò a correre per mezz'ora filata! Mi pare impossibile.

Un aspetto positivo è che intorno a casa ci sono un sacco di posti in cui andare a correre, appena la mia autonomia aumento un pochino, o appena recupero la bicicletta per spostarmi un pelo comincerò anche a cambiare posto ogni volta, così non mi annoio troppo, mentre cerco la morte per esplosione dei polmoni.
Ah, e poi l'altra bella cosa è che qua in zona nessuno ti guarda con lo sguardo che dice, Uh, guarda quella, che fa jogging! Ma cos'ha addosso? Urgh!
Questo succederebbe a Milano, per esempio, sempre che io fossi in grado di raggiungere agevolmente una zona priva di troppo cemento che mi mettesse voglia di respirare con la bocca aperta e senza maschera antigas.
Quindi vado tranquilla, con la mia brava tutina scoordinata, le scarpe nuove che sono ancora bianche abbaglianti e i capelli appiccicati alla fronte.

Ah, che bellezza, sono proprio contenta e fiera di me!

giovedì 1 marzo 2012

I like these cold, gray winter days. Days like these let you savor a bad mood. [Bill Watterson]

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UFFA.
Oggi è una giornata UFFA.

Mi dà fastidio tutto e non funziona niente. Neppure aver riparato da sola il rubinetto nel lavello in cucina mi dà soddisfazione.

Penso che sono stufa di un sacco di cose.
Penso che quando sono di buon umore non ho voglia di guastarmelo e quindi non affronto le cose di cui sono stufa.
Penso che quando sono di cattivo umore le cose di cui sono stufa spingono per farsi notare ma io non le affronto perché certe cose non vanno affrontate quando si è nervosi e rabbiosi, se si vogliono evitare errori e rimpianti.
Penso che così facendo non le affronterò mai, e questo mi stufa.

Penso che sono stufa di non avere a disposizione un rifugio spazio-temporale che sia tutto per me.

Penso che sono stufa di assecondare le aspettative e gli stereotipi.

Penso che la password che ho scelto per il pc è stupida e complicata e la sbaglio spesso e questo mi stufa.
Penso che se non ci fossero i malintenzionati non avrei neppure bisogno di una password e mi stufo il doppio perché è tutta colpa loro se io sono costretta a inventarmi una password talmente complicata, che poi la sbaglio.
Penso che la società in cui mi trovo mi costringe ad avere password e a fare/non fare altre cose senza che io sia d'accordo e questo mi stufa il triplo, perché non saprei dove altro andare.

Penso che ho voglia di sperimentare nuove ricette senza dover renderne conto a nessuno e senza sentirmi domandare, E questa che roba è? Ma dove l'hai trovata? Ma perché l'hai fatta? Non mi ispira/non mi piace/non la voglio/c'è dell'altro? Queste lagne mi stufano.

Penso che sono stufa di essere data per scontata.

Penso che sarebbe il momento ideale per uscire e farsi un giro in bicicletta, ma non riesco mai a gonfiare le gomme e quindi devo chiederlo a qualcuno che mi guarderà dall'alto in basso e allora mi passa la voglia e questo mi stufa.
Penso che forse potrei uscire e cominciare a correre, ma se comincio a fare questa cosa in una giornata UFFA poi mi passerà la voglia di farlo nelle giornate SI e mi stufo da sola per essere stufa e sconclusionata.

Penso che qualunque cosa farò oggi la farò ruggendo e solo al pensiero ho voglia di chiudermi a chiave in qualche posto irraggiungibile.

Penso che sia meglio smettere di pensare.