WE OWE IT TO EACH OTHER,
TO TELL STORIES.

Neil Gaiman

CARESS THE TALES
AND THEY WILL DREAM YOU REAL.

Nightwish

STORIES AND SONGS
ARE THE LANGUAGE OF THE HEART.

Stephen Lawhead


ALL STORIES ARE TRUE.
Patrick Rothfuss

A DREAMER IS ONE WHO CAN ONLY FIND HIS WAY BY MOONLIGHT,
AND HIS PUNISHMENT IS THAT HE SEES THE DAWN
BEFORE THE REST OF THE WORLD.
Oscar Wilde

THE CORE OF ALL LIFE
IS A LIMITLESS CHEST OF TALES.

Nightwish
ALL THE TRUTH IN THE WORLD
IS HELD IN STORIES.

Patrick Rothfuss

sabato 30 maggio 2015

Luck is the residue of design. [John Milton]

 
L: E quando me la prepari, la crostata al cioccolato? 

M: E a me la torta di mele?

C: Un attimo! Oggi devo già preparare la torta ai semi di papavero, e poi M. mi hai chiesto di comprarti la panna perché ti vuoi fare una dose di panna cotta... Prima o poi vi preparo tutto, una cosa alla volta! 

L: Evviva! Prima la mia crostata, però. 

M: Non sono d'accordo: prima ci dovrebbe essere la mia torta di mele, l'ho chiesta per primo.

L: Va beh, ma io non sono stato bene e lei ha promesso di prepararmi la crostata al cioccolato quando sto meglio.

M: Però- 

C: Stop! Sia ben chiara una cosa: Non faccio nessuna torta se mi fate arrabbiare. 

L: ... 

M: Siamo fregati. 

martedì 12 maggio 2015

You'll hear my voice [Blackmore's Night]


Negli ultimi giorni sono entrata in fissa con una canzone, sentita per caso trasmessa alla radio.
La trovo una canzone talmente bella, dolce, triste ma di quella tristezza che ha un senso grande dietro, che mi viene da piangere ogni volta che la sento. Non mi viene però un pianto di tristezza, bensì quel pianto dato da un sovraccarico di emozioni, nostalgia, ricordi, forse, che si deve sfogare e non sa come.

Cercare di riconoscere e definire le mie emozioni è una cosa che cerco di fare sempre, è un baco di progettazione consolidato dal motto di vita trasmessomi da papà, osserva la forma dell'utensile, frase che, detta nel corso della riparazione di una bicicletta per insegnarmi come utilizzare non so più neanche quale attrezzo, ha assunto per me negli anni significati variopinti, elastici e adatti a ogni situazione della vita quotidiana, dalla più idiota alla più importante. Identificare la forma dell'utensile, di qualsiasi cosa si tratti, materiale o astratta, è il primo passo per imparare a usarlo, o gestirlo - utensile, situazione, emozione, eccetera.
In ogni caso, tante parole per dire semplicemente che questa canzone ha suscitato in me riflessioni e pensieri sul tema dell'amore.
A seguito di esperienze e conversazioni con tante persone diverse ho capito e imparato che l'amore è un concetto che non è uguale per tutti, né per quanto riguarda la forma e l'espressione, né per quanto riguarda l'importanza. Questo significa che le riflessioni che sono nate in me sono del tutto personali, e si suddividono in tre "capitoli", di cui questa canzone è il terzo e ultimo.
Poter avere nella vita un amore che permetta di dire o sentirsi dire parole così! E non mi sto riferendo solamente/necessariamente all'amore inteso in senso romantico, ma all'Amore in senso ampio, come può essere, certo, quello tra due amanti, ma anche quello tra un genitore e un figlio, tra fratelli, sorelle, amici e amiche. Una persona, almeno una persona con cui aver condiviso un legame così profondo e totale, da potersi esprimere così:


Don't shed a tear for me I stand alone 
This path of destiny Is all my own 
Once in the hands of fate There is no choice 
An echo on the wind You'll hear my voice. 

Non versare lacrime per me Sono da solo 
Questa strada del destino È solo per me 
Una volta che ci si trova nelle mani del fato Non si ha più scelta 
Un eco nel vento Sentirai la mia voce. 

Some choose to fall behind Some choose to lead 
Some choose a golden path Laden with greed 
But it's the noble heart That makes you strong 
And in that heart, I'm with you all along. 

Alcuni sceglono di seguire Altri di dirigere 
Alcuni scelgono una strada dorata Lastricata di avidità 
Ma è il cuore nobile Che ti rende forte 
Ed è in quel cuore che io sono sempre con te. 

The olde village lanterne Is calling me onward 
Leading wherever I roam 
The olde village lanterne A light in the dark 
Bringing me closer to home. 

La lanterna del vecchio villaggio Mi sta chiamando 
Mi guida ovunque vada 
La lanterna del vecchio villaggio È una luce nell'oscurità 
E mi porta sempre più vicino a casa. 

So when you think of me Do so with pride 
Honor and bravery Ruled by my side 
And in your memory I will remain 
I will forever be within the flame.

E quando pensi a me Fallo con orgoglio 
L'onore e il coraggio Mi sono sempre stati accanto 
E nei tuoi ricordi Rimarrò 
Sempre dentro la fiamma.

Now at the journey's end We've traveled far 
And all we have to show Are battle scars 
But in the love we shared We will transcend 
And in that love, our journey never ends.

E ora alla fine del viaggio Siamo arrivati lontano 
E tutto quello che ci resta Sono ferite di guerra 
Ma nell'amore che abbiamo condiviso Trascenderemo 
E in quell'amore il nostro viaggio non finirà mai. 

venerdì 24 aprile 2015

Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. Ci ho messo una vita a farmele. [Anna Magnani]

 
Cr: E niente, pensavo che, alla mia età, forse è il caso di cominciare a pensare alle rughe. 

Ch: Età? Rughe? Ma io ho un anno in più di te, se devi cominciare a pensarci tu, direi che devo cominciare a pensarci anch'io! 

Cr: Benissimo, pensiamoci insieme!

Ch: Per me va bene... Ma come si fa a pensare alle rughe? 

Cr: Uhm, vediamo. Ecco: pensa alle rughe... ci stai pensando?

Ch: ... Sì ...

Cr: Anch'io! Fatto! Visto? Non era difficile. 

venerdì 17 aprile 2015

The Dumpster would have better food in it. [Ilona Andrews]


- Ti ho scritto su Whatsapp, ma non mi hai risposto. Ho anche provato a chiamarti, ma niente. Si può sapere cosa stavi facendo?

- Veramente stavo facendo i compiti. Cosa volevi chiedermi?

- Se ti piace la Cherry Coke, ma fa niente, ormai è tardi, non l'ho comprata.

- Perché? Perché no?

- Ah, ti piace? Non ero sicura, e siccome a me fa schifo e a M pure, non volevo rischiare di trovarci in casa una bottiglia di quella roba che poi magari non piaceva neppure a te. 

- A me? Ma certo che mi piace, è ovvio che mi piace, è una Cola! 

- Ma non è una Cola normale, è una Cherry Cola, è Cola alla ciliegia, guarda: fa veramente schifo, magari davvero non piaceva neppure a te.

- Scherzi, vero? Mi piaceva di sicuro. Facciamo così, ricordati questo d'ora in poi: se è una schifezza, a me piace. 

venerdì 3 aprile 2015

Our life is March weather, savage and serene in one hour. [Ralph Waldo Emerson]



Si è da pochi giorni concluso il mese di marzo 2015.
Per quanto riguarda alcuni aspetti della mia vita, un mese glorioso.

L'escalation di esaltazione è iniziata il 10 marzo, giorno in cui ho deciso di procurarmi una parte del mio regalo di compleanno in ritardo (per delucidazoni, leggi QUI ) e sono quindi tornata a casa con questo:


Una settimana scarsa più tardi, e precisamente la sera del 16 marzo, mi sono recata presso la Humboldt Universität di Berlino, con grande emozione, trepidazione, e tre libri che pesavano in borsa per un totale di 722+1107+149=1978 pagine, e più precisamente:


Ho fatto ciò perché era prevista una serata di incontro con Patrick Rothfuss in persona, ciccia e barba. Avrebbe letto dal suo ultimo libro "The Slow Regard Of Silent Things" e, speravo ardentemente, avrebbe firmato autografi a profusione.
Sono arrivata là un'ora prima dell'inizio previsto, e c'era già una discreta folla ad attendere l'apertura delle porte. Nel giro di dieci minuti la discreta folla era aumentata in maniera impensabile, per fortuna dietro di me.
Per farla breve: la serata è andata bene, Patrick Rothfuss è un tizio in gamba, molto simpatico e disponibile. Grazie all'efficienza tedesca sono riuscita laddove la mia personale goffaggine mi avrebbe probabilmente destinato al fallimento: in una sala riempita da circa 700 persone, i miei tre libri sono stati firmati!


Ma non è tutto! Gli ho regalato una delle mie borse dipinte a mano:


Al che lui ha esclamato: "Oh, that's sweet!" e in cambio mi ha offerto un mazzo di carte basate sui personaggi delle sue storie.

Il fatto che io non abbia ancora avuto tempo di capire a cosa servono è, al momento, totalmente irilevante e non intacca minimamente la gloriosità del mese di marzo 2015.

Ma non è ancora tutto! Perché la sottoscritta, pur essendo stata la quinta-sesta persona su settecento ad avere i propri libri firmati, ha atteso pazientemente per circa due ore che la coda si esaurisse, perché ai prodi e pazienti che erano ancora lì è stata offerta l'opportunità di farsi fotografare insieme a Pat.


Ok, è vero: non è una foto spettacolare, ma è vero anche che a quel punto erano le undici di sera passate da un po', io ero in piedi dalle 6.30 e comunque è il pensiero che conta!

Marzo, però, non era ancora finito, e così il 24 sono andata insieme alla mia amica C a procurarmi i biglietti per il concerto dei Nightwish, che si terrà qui a Berlino il 15 dicembre. Un po' di anticipo non guasta, specialmente considerando che: 1) la mia compagnia (C e il marito D, nonché M) non ha spinto la propria devozione nei miei confronti fino ad accettare di acquistare biglietti in piedi sotto al palco, nonostante (o forse proprio a causa di...) la possibilità di saltare, scatenarsi ed esibirsi in furibondi head-banging, quindi i posti a sedere vanno presi rapidamente; 2) dopo pochi giorni sarebbe uscito il CD e avevo la certezza che gli eventuali posti rimasti liberi si sarebbero esauriti in un attimo. E perciò:


 E marzo si stava per concludere, ma non prima che il 27 io andassi a procurarmi questo, a completamento del regalo di compleanno in ritardo:


Nel quale CD, per completare il cerchio della gloria marzolina, è presente una canzone dal titolo Edema Ruh (ovvero il nome della tribù nomade di cantastorie a cui appartiene Qvothe, il protagonista dei libri di Patrick Rothfuss).


Quando succedono queste cose mi sento geniale, grandissima, in armonia con l'universo. E penso che a questo punto posso mettermi a dormire e svegliarmi il 15 dicembre. 
(Vorrei aggiungere che tempo fa, tipo un annetto fa, ho sognato che suggerivo a Tuomas Holopanien di leggere "The Name of the Wind", ma credo che se lo dicessi qualcuno avrebbe da obiettare qualcosa tipo, No, va beh, adesso non esagerare ché non sei credibile. Quindi non lo dirò, resterà per sempre il mio segreto.) 





mercoledì 11 marzo 2015

Due cose belle ha il mondo: amore e morte. [Giacomo Leopardi]


Ce: E devo imparare i verbi. I verbi sono difficili! 

Ch: È vero, sono difficili, ma li imparerai. Adesso ne proviamo qualcuno insieme, okay?

Ce: Okay.

Ch: Per esempio: proviamo con il verbo pulire. Vedo che qui lo hai sbagliato. Me lo sai coniugare al presente?

Ce: Io puliscio, tu pulischi, lui pul-

Ch: Stop, frena: io pulisco, tu pulisci, lui...?

Ce: Pulisce?

Ch: Ottimo! Poi?

Ce: Noi pulisciam-

Ch: Noi puliamo, voi...?

Ce: Pulite?

Ch: Giusto. Loro?

Ce: Pulon- no. Puliscion- no, aspetta. Puliscono!

Ch: Esatto, ce l'hai fatta. Proviamone un altro, sempre irregolare. Questo è difficile: morire.

Ce: Io muoio, tu muori, lei muore, noi moriamo, voi morite, loro muoiono.

Ch: ...

Ce: Ho sbagliato?

Ch: Ehm, no. Tutto giusto.

Ce: Lo provo al passato remoto?

Ch: Sì, buona idea, provalo al passato rem-

Ce: Io morii, tu moristi, lei morì, noi morimmo, voi moriste, loro morirono. Giusto?

Ch: *cough* Perfetto.

Ce: Dovrei provare anche il congiuntivo.

Ch: Eh, il congiuntivo è difficile, vediamo come te la cav-

Ce: Che io muoia, che tu muoia, che lei muoia, che noi moriamo, che voi moriate, che loro muoiano. Giusto?

Ch: Giusto, sì. Trovo la cosa abbastanza inquietante, ma è tutto giusto.

Ce: È un verbo utile. 


venerdì 27 febbraio 2015

Housework can kill you if done right. [Emma Bombeck]


Scenario: 
L'asse per stirare in mio possesso da più di 20 anni perde un pezzo, l'ultimo di una lunga serie, la qual cosa lo rende estremamente pericolante.
Decido di acquistarne uno nuovo.
Lo ordino.
Mi viene recapitato.
Lo sistemo nello sgabuzzino, al posto di quello vecchio.
Appoggio temporaneamente quello vecchio a una libreria vicino all'ingresso, in attesa di portarlo in discarica.
Metto il pezzo incriminato, comprensivo di alcune graffette di metallo che spuntano, su un ripiano della libreria, in modo da non dimenticarlo.

- [prende in mano il pezzo incriminato] E questo? Cos'è?

- È il pezzo dell'asse da st-

- È una trappola?

- No, è il p-

- Una trappola per piccioni?

- È il p-

- Un piccione si infilza sicuro.

- Sì.