WE OWE IT TO EACH OTHER,
TO TELL STORIES.

Neil Gaiman

CARESS THE TALES
AND THEY WILL DREAM YOU REAL.

Nightwish

STORIES AND SONGS
ARE THE LANGUAGE OF THE HEART.

Stephen Lawhead


ALL STORIES ARE TRUE.
Patrick Rothfuss

A DREAMER IS ONE WHO CAN ONLY FIND HIS WAY BY MOONLIGHT,
AND HIS PUNISHMENT IS THAT HE SEES THE DAWN
BEFORE THE REST OF THE WORLD.
Oscar Wilde

THE CORE OF ALL LIFE
IS A LIMITLESS CHEST OF TALES.

Nightwish
ALL THE TRUTH IN THE WORLD
IS HELD IN STORIES.

Patrick Rothfuss

domenica 31 ottobre 2010

venerdì 29 ottobre 2010

It's time to lend a hand to life

Quando ero ancora una ragazzina ottimista, negli scintillanti e promettenti anni '80, mi piaceva pensare a me come a una "cittadina del mondo".
Sentivo che il termine "cosmopolita" mi si adattava molto bene.
Ero a favore del nascente concetto di "globalizzazione", pensandolo in termini di mglioramento della qualità della vita di tutti: più libertà, più possibilità, più pace, più tutto per tutti.
Di certo non mi aspettavo che i Paesi ricchi esportassero miseria, guerra e schiavitù nel resto del mondo e si strozzassero soffocando sommersi dal loro stesso impero capitalistico.
Avevo fiducia nel genere umano, non pensavo che la legge del profitto avrebbe preso il sopravvento sui grandi valori universali come la giustizia, l'equità, la salvaguardia dell'ambiente, la pace.
Eravamo in grado di debellare povertà, malaria e lebbra e avremmo potuto farlo. Avevamo già allora i capitali, le braccia e le competenze necessarie per farlo.
Abbiamo invece anteposto il benessere di pochi a un intero pianeta in cui si sarebbe potuto vivere bene. Il sassolino è diventato una frana e ci sta sommergenedo tutti.

A volte penso al mondo, a come ha cominciato a traballare come una trottola sul punto di cadere. La globalizzazione non è stata quello che mi aspettavo. A questa stregua, sono pronta a sostenere la frammentazione del sistema socio-politico del pianeta.

E nessuno mi venga a dire che senza di noi in Africa muoiono di fame e si fanno fuori a suon di machete e guerre civili. Nessuna delle due cose accadeva, prima che arrivassimo noi a civilizzare e colonizzare un Paese del quale non conoscevamo assolutamente niente, rovinandolo perchè abbiamo preteso di imporre il sistema che funzionava da noi in un posto completamente diverso per clima, conformazione, tradizioni e cultura.

E i terroristi afghani? Avete mai visto foto dell'Afghanistan? Hanno quattro capre e tre mucche in croce. Non esiste neppure una miserrima fabbrica di armi. Se non ci fossimo noi che gliele vendiamo per poi andare a bombardarli perché le usano contro di noi, il problema non si porrebbe. Non hanno diritti civili per le donne? Sparando missili in mezzo al mercato o facendo saltare bambini sulle mine antiuomo ho il sospetto che le donne non otterranno alcun diritto civile. Hanno sterminati campi di oppio? Non li avevano, quando i Talebani erano al potere, poi però il mondo civile ha deciso che erano la causa di tutti i mali del pianeta. Per carità: non vorrei mai e poi mai trovarmi a vivere in un contesto in cui gli estremisti islamici dettano le regole, ma bombardare tutto il Paese con questo pretesto somiglia al medico che ammazza il paziente per debellare il virus che lo infetta. Paziente morto? Quante storie: è un lavoro sporco eliminare i virus, bisogna mettere in conto delle casualties.

E comunque la storia dovrebbe insegnare: abbiamo avuto anche in Europa il periodo degli estremisti religiosi, in cui sono morte migliaia di persone; le donne hanno dovuto lottare anche in Europa per ottenere i loro diritti. Semplicemente è accaduto prima che la mia generazione si affacciasse alla finestra del mondo e si accorgesse che in altri Paesi le popolazioni erano tanto incivili e corrotte da comportarsi come si erano comportati i nostri antenati.

In Europa non si combatte più. In Europa, se ci sono problemi tra due Paesi, non si arriva alla guerra. Esiste la diplomazia, esistono i patti, i trattati, esistono delle Commissioni e dei Giudici Internazionali che risolvono il caso a suon di multe, contributi e così via.
Siamo civili.
Le fabbriche di armi ci servono per rifornire illegalmente i trafficanti di droga e clandestini e i terroristi. Ah, sì. Ci servono anche per mandare i nostri soldati a combattere su suolo rigorosamente straniero contro i trafficanti di droga e clandestini e i terroristi.

Chi governa noi, Paesi Civili, è l'interesse delle grandi multinazionali, delle grandi banche. Non è il popolo, non i suoi interessi, però ci ostiniamo dire che viviamo in democrazia e se osi insinuare il contrario vieni guardato con sdegno e ti viene ribaltata in faccia la domanda, preferiresti vivere in Cina, dove non hanno neppure accesso a YouTube e Facebook? Oppure in un Paese musulmano, dove saresti chiusa in casa, coperta da un telo nero dalla testa ai piedi, malmenata dal marito senza che tu possa ribellarti e se lo fai lui ha il diritto di mutilarti o darti fuoco...? Santo Cielo, ovviamente no! Ma il fatto che altrove succedano queste cose non rende la nostra situazione più democratica.

Vengono ridotti o tolti i contributi per gli impianti di produzione di energie rinnovabili perché le multinazionali del petrolio possano mantenere il monopolio del mercato e continuare a inquinare irreversibilmente i Paesi in cui estraggono.

Viene proibito l'uso di erbe medicinali nonché la coltivazione privata per uso personale (e sto parlando di erbe medicinali, non di Erba), perché le case farmaceutiche possano brevettare impunemente ogni principio attivo creato da Madre Natura e obbligarti a comprarlo da lei, dopo che lo avrà manipolato chimicamente. Peccato che ci sia gente, come la sottoscritta, che può permettersi di assumere estratto puro di corteccia di salice ma non tollera l'aspirina. Casualties.

Vengono immessi sul mercato prodotti geneticamente modificati, giustificati solo dal maggiore ritorno economico di chi li propone, non certo dal fatto che siano salutari e buoni per la gente che li mangia. E la strada che si sta percorrendo adesso è tale per cui tra qualche anno non potrò neppure tenermi in giardino un orticello di pomodori e insalata.

Quindi questa è la globalizzazione. Questo è il progresso. Sempre meno libertà e diritti, per tutti.

lunedì 25 ottobre 2010

Riepilogo!

Momento del riepilogo!

- Save my life -> omonima canzone, by Xandria;

- Go for the trigger, but only if you have to -> dalla canzone "Stick to your guns", by Bon Jovi (*♥ sospiro ♥*);

- Love in the forest -> omonima canzone, by Omnia;

- Gli assiri erano un popolo guerriero -> prima frase del capitolo sugli Assiri, nel sussidiario di Luca (fonte attendibile!);

- Houston, abbiamo un problema! -> non lo so da dove venga, ma è la famosa frase che gli astronauti dicono quando non riescono a rientrare sulla terra, si sente in tutti i film!

E per questa settimana sono in pari, wow!

domenica 24 ottobre 2010

Houston, abbiamo un problema!

È abbastanza tipico. Mi succede spesso. E quando mi succede di domenica è davvero una noia.
Decido di cucinare un piatto, comincio a prepararlo e poi sul più bello mi accoro che mi manca qualcosa, generalmente uno degli ingredienti principali. E allora? Se si tratta di un giorno feriale, mollo tutto e mi precipito al supermercato. Di domenica mi tocca cambiare il menu e non sempre la cosa riesce bene, soprattutto se me ne accorgo all'ultimo momento.
Almeno oggi me ne sono accorta con un po' di anticipo. Intanto pero avevo già scongelato un chilo di carne macinata per fare il ragù che avrebbe farcito le lasagne, se solo avessi avuto della passata, o dei pelati, o almeno dei pomodori.
Quali erano le alternative? Avrei potuto usare la carne per farci delle polpette, ma avremo due ospiti a pranzo, cosa gli do: polpette e patate? Che poi ho solo due patate. E allora la risoluzione è stata: mettere in frigo la carne scongelata e allestire delle lasagne vegetariane, per le quali ho in casa tutto l'occorrente.
Però e un po' frustrante, quando imparerò?

sabato 23 ottobre 2010

Gli Assiri erano un popolo guerriero

Ieri sera sono affondata tra i cuscini del divano, coperta da una simpatica trapuntina patchwork, sfogliando il catalogo EMP (cfr. QUI).
Non ho mai comprato niente, ma il catalogo mi arriva a casa gratis e mi piace darci un'occhiata di tanto in tanto. Neppure ieri sera ho fatto un ordine, ma ho individuato un paio di cosucce da memorizzare.



Per esempio questa maglietta,
perfetta per una feticista di E.A. Poe e del suo The Raven.





Oppure quest'altra, simpaaaaatica:











e poi ho scovato una serie di orecchini che mi ha intrigato un sacco, tipo questo:








Quindi, ecco, se per esempio volete farmi un regalo vi ho gentilmente offerto qualche idea. Gratis!

giovedì 21 ottobre 2010

Love in the forest

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Go for the trigger, but only if you have to.

Tempo fa avevo descritto in un post (che magari cercherò più tardi, adesso non ho voglia) il mio dottore.
Un tipo simpatico e divertente, ma un po' inutile. Che tu vada con il mal di testa, la tosse, una gamba segata o una freccia conficcata nell'addome il suo consiglio è sempre, aZpeTiamo un paio Ti ZeTimane, FeTiamo Ze paZa.
Il che, per carità, potrebbe anche essere la terapia migliore in certi casi. Ma una visitina, tanto per farsi un'idea, farebbe senz'altro stare meno in ansia il paziente.

In ogni caso, dopo una rapidissima riunione familiare abbiamo deciso che era meglio trovarsi un altro medico, in vista di eventuali tempi difficili.

Così lunedì sono andata a fare la conoscenza del prescelto. Me ne ha parlato bene un'amica, dice che è un tipo scrupoloso e coscienzioso e che conosce bene la medicina cinese, oltre a quella tradizionale. Siccome avevo la bronchite, retaggio di una settimana di turismo in centritalia, sono praticamente andata da lui per metterlo alla prova.

Ecco uno stralcio della nostra conversazione, supervisionata da Luca:

Dottore:
E da quanto tempo non fa i test per allergie e intolleranze alimentari?


Io:
Uhm.

Dottore:
Capisco. E da quanto tempo non si fa fare un controllo generale, esami del sangue e così via?


Io:
Uhm.


Dottore:
Eh no, così non va.


[a questo punto vorrei fargli notare che però vado dal dentista una volta l'anno, ma il suo sguardo mi zittisce]

Dottore:
Facciamo così: lunedì prossimo, visto che la bronchite dovrebbe ormai essere a buon punto, viene qui e cominciamo a fare un bel prelievo. Obiezioni?


Io:
[scuoto la testa mortificata e sottomessa]


Dottore:
Naturalmente si ricordi di venire a digiuno. Dalla mezzanotte non mangi più niente, può solamente bere acqua. Capito?


Io:
[annuisco]


Luca:
[sgranando gli occhi]
COOOOOOSA???? Niente cibo per tutto quel tempo????


Io:
[desiderosa di riabilitarmi agli occhi del medico]
Ma dai, sono solo una decina di ore, e in mezzo c'è la notte in cui comunque si dorme, non sarà terribile.

Luca:
[scuote energicamente la testa]
Io non sopravvivrei. Niente cibo. Non ci posso credere. Ti toccherà portarti dietro un sacco di roba da mangiare, così quando hai finito puoi riprenderti.
[continua a borbottare tra sé e sé, scuotendo sconsolato la testa]
Dieci ore senza cibo, incredibile. Inaudito, insopportabile, impossibile. Dieci. Ore. Niente. Cibo.
[solleva lo sguardo verso di me]
Mamma, ho fame.